Fiori e piante d’Abruzzo ecco un settore che “tira”

Il vivaismo ha reagito bene alla crisi con l’aumento delle esportazioni Di Girolamo (Assoflora): il nostro punto di forza? Un prodotto eterogeneo
PESCARA. Il mercato del fiore e delle piante dà lustro, oltre che colore, all'Abruzzo, tanto che la nostra regione è presente, da oggi, alla fiera Flormart di Padova. E mai prima d’ora si era visto un elenco delle presenze così lungo a Padova. Segno che quello del vivaismo è un mercato vivo e che regge bene alla crisi, che dà lavoro e che tocca punte di eccellenza anche per ciò che riguarda l'innovazione.
La partecipazione al Flormart di Padova, salone internazionale del florovivaismo e del giardinaggio, è promossa dal Centro regionale commercio interno delle Camere di commercio d'Abruzzo (presieduto da Silvio Di Lorenzo) in collaborazione con Assoflora (l'associazione dei produttori Florovivaisti Abruzzesi).
«Sono tante le aziende che rendono orgoglioso l'Abruzzo del fiore», commenta Marcella Lalli, che ha coordinato per conto delle Camere di commercio le aziende abruzzesi che ora si trovano a Padova, «i nostri produttori espongono piante e fuori su un'area di 250 metri quadri e partecipano ad incontri commerciali con operatori italiani ed esteri».
Le aziende abruzzesi di questo comparto sono in gran parte vere e proprie ditte che in molti casi danno lavoro anche a diverse decine di dipendenti. Ma che cosa caratterizza il prodotto abruzzese rispetto alle altre regioni italiane?
La nostra regione ha una fiera anzitutto, quella che di tradizione apparteneva alla città di Francavilla ma che da alcuni anni ha visto il suo trasferimento a Pescara, la mostra del fiore che si tiene ogni anno a primavera. «Il prodotto abruzzese, grazie alla morfologia dei terreni ed al clima è un prodotto eterogeneo», assicura Fabrizio Di Girolamo, che fa parte dell'associazione presieduta da Guido Caravaggio, «abbiamo numerose coltivazioni, tanto che le aziende che partecipano alla fiera di Padova esporranno piante ornamentali da esterno, piante da frutto, fiori, piante grasse».
Non solo fiori, dunque, per un mercato che si regge in gran parte sulle esportazioni. «La crisi che ha investito un po' tutti i settori», prosegue Di Girolamo, «ha fatto sì che anche i vivaisti divenissero più cauti dal punto di vista degli investimenti. Tuttavia il comparto ha reagito bene nel complesso. I vivai che hanno chiuso sono pochi, ha accusato maggiormente il colpo la produzione del fiore reciso più che quella delle piante».
Tale produzione, infatti, ha visto l'esplosione negli ultimi anni della concorrenza di importazioni dall'America Latina, che non ha fatto bene agli imprenditori locali. L'Abruzzo delle piante, però, esporta eccome, e dalle esportazioni trae un bel guadagno. «Piante grasse, da frutto, ornamentali da esterno, vanno verso il Nord Europa e l'Est Europa con facilità e portano grandi soddisfazioni», dice ancora l'esperto, «e ultimamente portano buoni frutti anche le giovani piante da coltivare».
Le aziende abruzzesi sono quindi pronte a competere sul mercato estero, e come tali hanno un livello di preparazione adeguato ad andare oltre i confini con eccellenza: «La maggior parte delle aziende non è a conduzione familiare, vi sono ditte con 50, 60 dipendenti ed un settore dedicato al segmento del mercato estero».
Una tra le ditte abruzzesi, la Apice Piante di Ripa Teatina, possiede addirittura un laboratorio di micropropagazione, cioè che consente la produzione della pianta dalla gemma. La micropropagazione è una tecnica di propagazione di una pianta che permette di ottenere un clone della pianta stessa, cioé un insieme di individui dotati dello stesso patrimonio genetico, tramite l'utilizzo dei metodi moderni di coltura in vitro di cellule e tessuti vegetali. «È una rarità», commenta Di Girolamo, «si pensi che in Italia i laboratori di micropropagazione sono in tutto tre o quattro, e fra questi c'è quello abruzzese».
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