Fira punta 14 milioni sulle idee
La finanziaria regionale investe il primo milione e diventa socia in due aziende gestite da giovanissimi
PESCARA. Start up-hope ha l’ambizione di essere il grande hub, il crocevia, lo snodo della giovane imprenditoria abruzzese e non solo. Un portale attrattivo per chi ha un progetto e vuole metterlo in pratica investendo e creando occupazione nella regione. Start up-hope è il bando (misura 1.2.2. del Por Fesr) della Fira , la finanziaria regionale presieduta da Rocco Micucci, che vaglia, seleziona, sceglie progetti imprenditoriali nei quali investire con un’operazione di “venture capital”, entrando”rischiando” cioè nel capitale delle società alle quali partecipa con un massimo del 45% delle quote e per un periodo di 5 anni. Finora hanno mandato progetti 68 società che assorbirebbero in totale 48 milioni di euro. Il cda al momento ne ha deliberati 13. In Start-up hope (il bando è aperto fino al 30 giugno 2015), si può trovare di tutto: dalla piattaforma di social commerce, alla società che realizza impianti fotovoltaici ad alta efficienza; dal laboratorio che fa ricerca farmacologica alla app che mette in collegamento produttori e compratori.
Ieri Micucci ha firmato l’ingresso nel capitale di due nuove società: Jamble e Foodquote. Jamble è una piattaforma rivolta agli appassionati di musica, che consente di utilizzare e condividere da web smartphone e tablet contenuti audio/video e di miscelarli online per creare canzoni originali o versioni personalizzate di canzoni famose in modo semplice, veloce e intuitivo. L' amministratore della società è Antonio Di Francesco (29 anni), ingegnere. Fanno parte del team tecnici, ingegneri informatici di lunga esperienza e un grafico. La start up, selezionata all'interno dell'Alpha program del WebSummit di Dublino e semifinalista al TechCrunch Italy, darà lavoro a circa 10 persone. L’altra società è Foodquote, una start up abruzzese che ha sviluppato foodscovery, un market-place che permette a piccoli produttori agroalimentari di qualità, lontani dal web, di vendere on line a operatori della grande distribuzione, alberghi e ristoranti. I due fondatori sono Fabio Di Gioia e Mario Sorbo, che provengono da Rocket Internet, il più grande venture incubator d'Europa e hanno fatto parte del team che ha fondato Lazada con un investimento di 560 milioni di dollari, un market-place on line che nel sud est asiatico supera anche Amazon. Anche questa start-ut darà lavoro a circa 10 persone. Nelle due società la Fira ha investito 1 milione di euro ( 500mila euro a società). Molto soddisfatto il presidente Micucci: «Gestiamo un fondo pubblico ma con mentalità privata, e siamo ormai il primo investitore italiano di venture capital», dice, «tenendo conto che nel 2013 in Italia secondo il Sole 24 Ore sono stati investiti 54 milioni di euro. Noi in Abruzzo quest’anno ne investiamo 14. Inoltre 15 giorni fa un valutatore indipendente nominato dal governo ha chiesto che la nostra misura diventi best practice in Europa». I fondi a disposizione non coprono però tutte le richieste che sono arrivate e arriveranno alla scadenza del bando. «Ho incontrato l’assessore regionale alle Attività produttive Giovanni Lolli», spiega Micucci, «e abbiamo avuto uno scambio che definisco entusiasta. L’assessore si è mostrato disponibile a reperire fondi dalle misure del Por Fesr che non tirano». Il volano occupazionale è interessante: «Per ogni posto creato di fascia alta, se ne aggiungono 10-15 di fascia più bassa di servizi». Un circuito virtuoso sul quale Fira Abruzzo punta molto.
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