Fiumi, una legge può proteggerli

L’ha presentata il capogruppo M5S Sara Marcozzi per prevenire le emergenze
PESCARA . Proteggere e rigenerare i corsi d’acqua abruzzesi attraverso lo strumento dei “Contratti di fiume”, per evitare di dover rincorrere le conseguenze devastanti di alluvioni, straripamenti, inquinamento. È l’obiettivo del progetto di legge regionale presentato dal capogruppo del Movimento Cinquestelle alla Regione, Sara Marcozzi, che ieri ne ha illustrato i contenuti assieme a Patrizio Schiazza, presente (come egli stesso ha tenuto a sottolineare), in qualità di componente del tavolo nazionale sui contratti di fiume. Il progetto di legge introduce “Norme per la tutela dei corpi idrici dell’Abruzzo, per la valorizzazione integrata sostenibile dei bacini e sottobacini idrografici e la diffusione dei Contratti di Fiume”. I contratti di fiume sono strumenti per la gestione del territorio che vengono stipulati su base volontaria. Come spiega ilo ministero dell’ambiente sono stati introdotti in Italia e in tutta Europa dopo il secondo Forum Mondiale dell’Acqua, «come strumenti di programmazione strategica e negoziata, ideati con la volontà di perseguire la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali congiuntamente alla protezione dai rischi idraulici, contribuendo quindi allo sviluppo locale». Naturalmente, devono essere compatibili con gli strumenti urbanistici in vigore nei singoli territori.
«Sono tutti argomenti di buonsenso», ha detto Marcozzi, «che con questa proposta di legge possiamo affrontare in maniera corale, facendo squadra tra pubblico e privato. I Contratti di Fiume, infatti, rappresentano uno strumento di governance idoneo a strutturare percorsi comuni, permettendo ai portatori di interesse di fare rete, pianificando la gestione e la conservazione dei beni collettivi con una visione a lungo termine».
Una delle caratteristiche dell’Abruzzo, è la sua fragilità territoriale. «Gli interventi effettuati in questi anni si sono rivelati insufficienti. A fronte di un’area ricca di acque sotterranee e superficiali», ha aggiunto Marcozzi, « l’Abruzzo ha fatto registrare ritardi cronici in materia di prevenzione, cui si aggiungono opere infrastrutturali obsolete che necessitano interventi immediati. L’obiettivo che si pone il testo è quello di far sì che finalmente la Giunta faccia partire un percorso concreto per superare queste problematiche, iniziando una pianificazione a lungo termine al riguardo. Migliorare le acque e tutelare il nostro patrimonio naturalistico, mantenendo gli equilibri del bacino idrografico di riferimento, sono questioni di cui l’istituzione regionale ha il dovere di occuparsi in fretta. La Giunta Marsilio, a parole, ha sempre dichiarato di essere favorevole all’istituzione dei contratti di fiume, ma finora non ha mosso un dito al riguardo. Adesso non hanno più scuse. Dimostrino di non essere un Governo di propaganda e lo facciano stanziando finanziamenti».
Il tavolo nazionale di monitoraggio sui contratti di fiume, ha spiegato invece Schiazza, guarda con molta attenzione questa iniziativa «perché l’Abruzzo è in ritardo su tutto: manutenzione dei corpi idrici, depurazione. Iniziative legislative di questo tipo qualificano le politiche attive volte alla rinaturalizzazione dei fiumi attraverso interventi che abbiano natura strutturale, e che non siano frutto di estemporaneità». L’esperienza abruzzese sarà portata a Roma, come best practice, all'assemblea nazionale che è in preparazione per i primi mesi del 2020.
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