Fondi Docup, la Corte dei conti conferma la condanna a Forte
PESCARA. Nessuno sconto, né l’annullamento della sentenza di primo grado, con la quale era stato condannato a risarcire la Fira per un importo di 140mila euro. La sezione di appello della Corte dei...
PESCARA. Nessuno sconto, né l’annullamento della sentenza di primo grado, con la quale era stato condannato a risarcire la Fira per un importo di 140mila euro. La sezione di appello della Corte dei conti, infatti, ha respinto il ricorso di Vittorio Forte, imprenditore di Avezzano, finito assieme all’ex presidente della Fira, il teatino Giancarlo Masciarelli, nel mirino della magistratura contabile per un danno erariale di 210mila euro.
La sezione giurisdizionale abruzzese nel 2012 aveva condannato entrambi a risarcire la finanziaria regionale, rispettivamente per 140mila e 70mila euro. La vicenda trae origine da un contributo di fondi Docup per la realizzazione del progetto di comunicazione denominato Fic/Retex, ottenuto dalla società di cui Forte era legale rappresentante. Secondo la ricostruzione della vicenda affidata alla Guardia di Finanza, «l’aggiudicazione sarebbe avvenuta attraverso condotte illecite, consistenti in artefici e raggiri», tanto da spingere anche la Procura della Repubblica di Pescara ad aprire un’indagine per truffa. Gli «artifici e raggiri» sarebbero consistiti «nel simulare l’avvenuto svolgimento di una gara informale, o comunque di una trattativa privata tra tre proposte pervenute alla Regione Abruzzo». Gli altri due imprenditori che risultavano aver partecipato alla gara, tuttavia, avevano categoricamente escluso di aver mai ricevuto inviti a prendervi parte, e soprattutto di aver prodotto offerte, negando che quella in atti fosse la loro firma e disconoscendo perfino la carta intestata utilizzata.
Contro la sentenza di primo grado Forte aveva presentato ricorso in appello, a Roma, evidenziando una serie di censure, tra le quali l’avvenuta prescrizione e la competenza del giudice contabile. Rilievi bocciati dal collegio (Stefano Imperiali, presidente, Antonio Buccarelli, Piero Carlo Floreani, Luisa de Petris, consiglieri, e Domenico Guzzi, relatore), che invece ha confermato integralmente la sentenza di primo grado. «Diversamente opinando, infatti», si legge nella sentenza, «si finirebbe per non dare peso alle gravi conseguenze che potrebbe subire l’integrità erariale, se non si desse peso al fatto che il conseguimento di sovvenzioni pubbliche mediante condotte illecite comporterebbe la sottrazione dei fondi stessi verso quanti, tra gli operatori economici, li avrebbero invece impiegati nel rispetto delle regole». (a.bag.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

