Fondi per 116 piccole aziende abruzzesi

1 Settembre 2018

La Regione pubblica la graduatoria: accolte tutte le domande. E parte il nuovo bando per i danni da sisma e neve

PESCARA. La Regione ha assegnato i fondi alle piccole imprese agricole abruzzesi che vogliono investire in macchinari e immobili, ed ha pubblicato il nuovo bando riservato ai centri del cratere sismico esteso alle aree che hanno subìto danni da neve. La graduatoria pubblicata ieri si riferisce al bando della misura 4.1 del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020: una misura rivolta alle imprese che hanno presentato progetti per investimenti sino ad un massimo di 250mila euro. QUANTE SONO. La Regione ha finanziato 116 aziende per un importo complessivo di circa 12 milioni di euro. Tutte le domande ammissibili sono state finanziate. Nella tabella a destra riportiamo le prime 30 della graduatoria pubblicata sul sito della Regione.
«Grazie a queste risorse, le aziende sosterranno gli investimenti materiali e immateriali rivolti a migliorare la loro redditività e competitività con il fine di razionalizzare e innovare i processi produttivi per ridurre i costi di produzione e aumentare la produttività», così dichiara Dino Pepe, assessore regionale alle Politiche Agricole. Gli obiettivi dei progetti finanziati sono quelli di diversificare e migliorare i prodotti, introdurre in azienda le fasi successive alla produzione, avviare forme di gestione e conduzione sostenibili e rispettose dell'ambiente.
LA RISPOSTA. «Finora la Regione ha già erogato alle aziende agricole abruzzesi oltre 55 milioni di euro del Psr 2014-2020», sottolinea Pepe rispendendo con i numeri ai continui attacchi dell’opposizione, «con un avanzamento di spesa pari al 12,74% della totale dotazione di 432 milioni di euro, e complessivamente ha impegnato con bandi già pubblicati e in corso di istruttoria oltre il 60 % delle risorse disponibili per circa 260 milioni di euro». E’ di questi giorni, infatti, l’erogazione di oltre tre milioni di finanziamenti agroambientali per la misura 10.1.4, la cosiddetta misura “prati – pascolo” ad oltre 500 aziende.
SI TORNA NEI CAMPI. «I dati economici più recenti ci parlano dell’agricoltura come motore trainante di tutta l’economia abruzzese», afferma Pepe. «Azioni come quelle poste in essere dalla misura appena finanziata dimostrano che l’agricoltura abruzzese è in forte ascesa grazie al lavoro e al sacrificio delle nostre aziende agricole che hanno saputo superare tante difficoltà ma che hanno anche capito di dover investire sulla innovazione e sul ricambio generazionale. Ma è anche un premio all’azione programmatica che abbiamo messo in campo», dice ancora l’assessore, «perché sappiamo bene della stretta complementarietà, soprattutto in agricoltura, tra azienda, competitività ed investimenti».
IL DOPO TERREMOTO. Passiamo alle aree del cratere sismico alle quali è riservato il bando per i nuovi investimenti in agricoltura pubblicato ieri. Secondo la Regione, questa è la risposta che molte aziende agricole aspettavano di avere per tornare a investire nel futuro in una terra così martoriata dagli eventi dello scorso anno. Le procedure previste sono più veloci rispetto al passato. E le risorse disponibili ammontano a circa 10 milioni e mezzo di euro.
PIÙ DI PRIMA. «Queste risorse aggiuntive rappresentano il frutti del lavoro di concertazione fatto nella imminenza degli eventi calamitosi», spiegano dalla Regione, «che ha portato a ottenere 46 milioni extra alla dotazione del programma. Un risultato decisamente importante», polemizza l’assessore è Pepe, «se paragonato a quello ottenuto dal precedente governo regionale per il terremoto dell’Aquila di soli 14 milioni».
Questo intervento fa il paio con un altro bando riservato ai giovani agricoltori già pubblicato con specifica riserva per i residenti nel cratere e i fondi messi a disposizione per le aziende zootecniche nell’immediato post terremoto: va ricordato infatti che per la prima volta, le aziende zootecniche coinvolte nella tragedia, hanno ricevuto un indennizzo totale pari a 6 milioni di euro, già erogati. Inoltre, complessivamente sono stati realizzati oltre 200 interventi con strutture mobili (stalle mobili, fienili, impianti, ecc..) per un investimento di oltre 4 milioni di euro.
«Interventi tutti fondamentali per evitare lo spopolamento delle aree interne», concludono dalla Regione, «e rafforzare un’economia ed un tessuto sociale altrimenti destinato a perdersi».