Fondi per curare Lorenzo. Si mobilita anche l’Impavida Ortona

17 Luglio 2014

Gara di solidarietà nel fine settimana che coinvolge varie realtà sportive.In tanti si uniscono alla battaglia della famiglia Costantini impegnata a rendere possibile il viaggio negli Usa e le relative cure del giovane calciatore

ORTONA. Anche la Sieco Service Impavida Ortona e i suoi tifosi si uniscono alla battaglia della famiglia Costantini impegnata a rendere possibile il viaggio negli Usa e le relative cure (costo 450mila euro) per Lorenzo, il giovane e talentuoso calciatore colpito da una forma di leucemia resistente alle cure tradizionali e al trapianto del midollo donato dalla sorella Roberta. Domani e domenica 20 luglio, dalle ore 19.30 alle 22, presso la sede sociale della Sieco Service Impavida Ortona ( c/o Palazzetto dello Sport), ci sarà un punto di raccolta fondi per la causa. Una pagina facebook è stato già aperto “Lorenzo facci un gol”. C'è anche un sito  www.pasquaelfacciungoal.com fondi possono essere versati tramite bonifico (IT34F0103077751000000319078 Monte dei Paschi intestato a “Lorenzo facci un goal”). Lorenzo Costantini è un ragazzo di vent’anni e fino ad alcuni mesi fa, si divideva fra i doveri di studente (ha conseguito la maturità scientifica nel 2013) e la passione, il sogno di sempre fin da bambino che per lui stava per diventare una splendida realtà: entrare a far parte del grande mondo del calcio nazionale.

Poi sopravviene un infortunio in allenamento e la necessità di un intervento. Nella fase di preparazione le analisi rivelano però, incredibilmente, una situazione molto più grave: Lorenzo è affetto da una leucemia che si rivelerà resistente alle cure tradizionali quale la chemio, ma anche a molti farmaci sperimentali e al trapianto del midollo. La famiglia si trasferisce a Bologna e affida Lorenzo alle cure del professor Martinelli e della sua équipe. Ad oggi Lorenzo ha già fatto molte cure, alcuni mesi sono passati ma la guarigione, sostengono i medici che lo hanno in cura e secondo un’opinione sempre più convintamente condivisa dalla comunità scientifica internazionale, è possibile a Philadelphia, dove il Prof. Carl June sperimenta una nuova terapia che ha già guarito numerosi pazienti. Dunque Lorenzo dovrà recarvisi presto, prestissimo, approfittando del periodo di remissione della malattia. La cura è gratuita ma il ricovero presso l’ospedale richiede un costo di 600.000 dollari (450 mila euro) che la famiglia da sola non può sostenere.