Frane, il Ministero scarica sulla Regione

6 Settembre 2018

La replica dei dirigenti dell’Ambiente in una lettera inviata al Centro: «Cerca maldestramente di coprire i propri ritardi»

PESCARA. «Dispiace vedere come la Regione cerchi maldestramente di coprire i propri ritardi quando le carte e i documenti ufficiali testimoniano altro». Così il ministero dell’Ambiente scarica sulla Regione le cause dei ritardi nell’erogazione di 20 milioni contro i dissesto indrogeologico in 26 comuni. E lo fa con una lettera inviata ieri al Centro con cui risponde al Dipartimento regionale delle Infrastrutture che, sempre per lettera, gli ha attribuito le colpe. «In merito alla lettera inviata il 30 agosto 2018 alla direzione Salvaguardia del Territorio e del Mare dal direttore del Dipartimento regionale delle Infrastrutture, Emidio Primavera, e pubblicata dal quotidiano il Centro, il Ministero tiene a precisare che non sussiste un ritardo nell’erogazione dei fondi, ma si tratta casomai di ritardi o approssimazione da parte della Regione Abruzzo nella predisposizione degli atti necessari ad ottenere gli stessi finanziamenti», esordiscono dal ministero.
«Parliamo di 20 milioni relativi al Patto territoriale per l’Abruzzo, per cui la Regione ha approvato in Consiglio regionale la delibera contenente la lista dei siti di intervento il 13 aprile del 2018», continua la lettera, «e l’ha trasmessa agli uffici del Ministero oltre un mese dopo, il 31 maggio, con un’istruttoria più volte modificata in corso d’opera durata circa 14 mesi. Il Ministero (che non è titolare dei Patti territoriali ma è chiamato unicamente ad esprimere parere di competenza in merito alla coerenza degli interventi per contrastare e mitigare il dissesto idrogeologico), durante il Comitato d’indirizzo e controllo del 18 luglio scorso, presieduto e convocato dall’Agenzia per la Coesione del Territorio, che è titolare dei Patti territoriali con le Regioni, ha espresso i risultati della propria istruttoria in merito ai criteri utilizzati, ed ha contribuito a dirimere positivamente alcune perplessità e richieste di chiarimento».
Come si è conclusa quella riunione? «Dell’esito della riunione, nel merito conclusasi positivamente grazie al lavoro del Ministero dell’Ambiente, ne è prova il verbale che è stato trasmesso al Ministero solo il 10 agosto 2018», si legge ancora nelle lettera.
«Si ricorda che alla Regione Abruzzo sono stati assegnati 19,7 milioni dal Piano operativo Ambiente (Fondi Fsc Ambiente – dissesto idrogeologico) già approvati con specifico accordo integrativo; a cui si aggiungono», sottolineano dal ministero affidato al generale dei carabinieri forestali Sergio Costa, «anche risorse per 3,5 milioni che il ministro si è prodigato a dare per gli interventi nelle aree colpite da terremoto». L’ultima parte della lettera è un forte ammonimento: «Facciamo presente che il Ministero resta in attesa (dopo molti solleciti formali ed informali) dall’estate del 2017 di ricevere dalla Regione gli elementi necessari per poter chiudere l’istruttoria relativa al fondo progettazione per gli interventi contro il dissesto idrogeologico e poter così erogare i 7,6 milioni di euro già assegnati all’Abruzzo». (l.c.)