Gara di solidarietà a Sulmona

10 Giugno 2015

L’arrivo di 20 profughi ha mobilitato centinaia di persone

SULMONA. L'arrivo nel mese scorso di una ventina di profughi a Sulmona sbarcati sulle coste siciliane ha animato le polemiche fra i favorevoli e i contrari all’ospitalità. Con la nascita del comitato Sine solo, i primi risultano in vantaggio. Il gruppo, che raccoglie circa 300 persone e che si è preoccupato di organizzare una raccolta di beni di prima necessità nei giorni immediatamente successivi all’arrivo dei migranti, ha mostrato l'antico lato ospitale dei peligni. I profughi sono arrivati a Sulmona in seguito alla partecipazione della Casa Santa a una bando nazionale sull'accoglienza, che prevede rimborsi Ue che vanno dai 27 ai 35 euro giornalieri per il vitto, l’alloggio e l’inserimento sociale di ognuno di loro. Integrazione che ha visto uno dei due bimbi ospiti in città sfilare nei giorni scorsi alla Cordesca, la Giostra cavalleresca dei bambini. In più, lo stesso presidente della Casa Santa, Dario Recubini, sottolinea l’indotto legato al loro arrivo. «Il loro arrivo porta occupazione», spiega «oltre ai nostri dipendenti, abbiamo avuto la necessità di assumere altre quattro persone. In più con noi sta collaborando la cooperativa Nuovi orizzonti sociali per il vitto e l’alloggio. Il nostro ente era nato per accogliere i viandanti, i migranti sono i moderni viandanti. In più, oltre a fare accoglienza cerchiamo di ripianare i bilanci». Il vescovo della Diocesi Sulmona-Valva, Angelo Spina ha incontrato i profughi per fargli sentire la vicinanza della comunità. «L’accoglienza è la carta d’identità del cristiano. Non si può rimanere indifferenti di fronte un fenomeno così drammatico».

Federica Pantano

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