Garante, Di Pangrazio e D’Alessandro: «La Bernardini ha sbagliato mira»

29 Settembre 2016

«È mio dovere sottolineare che la candidatura di Rita Bernardini, sostenuta dal presidente D'Alfonso e dalla maggioranza consiliare, non ha consentito ad oggi l'elezione e l'istituzione effettiva...

«È mio dovere sottolineare che la candidatura di Rita Bernardini, sostenuta dal presidente D'Alfonso e dalla maggioranza consiliare, non ha consentito ad oggi l'elezione e l'istituzione effettiva del Garante dei detenuti»: è quanto dichiara il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio in replica alle dichiarazioni dell’esponente radicale contro la maggioranza e in particolare contro D’Alfonso. Di Pangrazio poi continua: «La proposta della elezione della Bernardini, avanzata nel rispetto più assoluto della figura di Marco Pannella non ha trovato finora il numero dei voti necessari in Consiglio superiori a quelli espressi dalla sola maggioranza. Ho cercato nei giorni scorsi di interloquire costruttivamente al fine di determinare la definitiva soluzione attraverso una nuova e più larga definizione della proposta nella prerogativa del Consiglio regionale. La Bernardini è stata da me informata delle interlocuzioni in corso».

Sorpreso delle parole della Bernardini si dichiara anche al consigliere pd Camillo D’Alessandro. «Ma ciò», aggiunge, «è esclusivamente addebitabile ad una incredibile norma statutaria, quindi impossibile da modificare in breve tempo, che prevede una maggioranza qualificata di 21 voti. La maggioranza esprime 18 voti in Consiglio e la norma consegna dunque all'opposizione il diritto di veto...».