«Garanzia Giovani? Sì, ma che fatica...»

20 Febbraio 2016

Crtiche ma anche tante valutazioni positive allo strumento occupazionale: «Ci ha aperto un mondo». Presto nuovi tirocini

PESCARA. Burocrazia, organizzazione e pagamenti in ritardo rappresentano i problemi principali, ma comunque, a detta dei ragazzi abruzzesi, Garanzia Giovani - il piano europeo rivolto a chi ha tra i 15 ed i 29 anni e che non studia, non lavora e non è impegnato in percorsi formativi - è uno strumento vincente ed efficace in un momento economico difficile e particolare, caratterizzato da un mercato del lavoro pressoché immobile. Il timore maggiore dei giovani che partecipano al progetto resta quello che le aziende possono approfittare di loro finché vengono pagati dalla Regione, per poi mandarli a casa.

Per molti, però, Garanzia Giovani ha rappresentato un'opportunità: i primi dati, a metà percorso, parlano di un ragazzo su tre che ha ottenuto un contratto a tempo determinato o indeterminato nell'azienda in cui ha svolto il tirocinio. E se quasi tutti sottolineano che «i problemi sono la burocrazia e i pagamenti non puntuali», c'è anche chi dice che «il sistema è organizzato bene, si tratta di un rimborso spese, non di uno stipendio, e quindi non è detto che debba arrivare mese per mese».

I giovani abruzzesi sembrano tutti concordi sulle opportunità rappresentate dal progetto: «Con Garanzia Giovani per me si è aperto un mondo», dice un ragazzo; «Comunque andranno le cose, ho acquisito competenze che potrò inserire nel curriculum e spendere anche altrove», dice un altro che sta ancora svolgendo il tirocinio; «Sono convinta che sarà un'occasione unica per formarmi e di questi tempi competenze e formazione sono fondamentali», afferma una giovane in attesa di cominciare i sei mesi in azienda.

Garanzia Giovani ieri è stato protagonista di "Prendi il volo con A Go Go", evento regionale promosso dal pool di società, enti formativi e specialisti riuniti sotto l'ombrello di "Agogo", svolto nel padiglione espositivo del porto turistico.

L'iniziativa, finalizzata a far raccontare le esperienze dei ragazzi che hanno partecipato al progetto, le impressioni delle aziende ospitanti e il punto di vista dei rappresentanti delle istituzioni, è stata anche occasione per tracciare un bilancio parziale. «Su duemila», sottolinea l'assessore Marinella Sclocco, «uno su tre è stato confermato, ma ne abbiamo messi in tirocinio cinquemila e solo alla fine potremo avere un dato certo. In ogni caso si tratta di uno strumento vincente», sottolinea annunciando che nei prossimi giorni verranno riaperte le domande per i tirocini che prenderanno il via il 16 marzo, in attesa che il governo faccia partire, probabilmente a fine anno, la prossima tranche.

Rispetto ai timori dei ragazzi, Sclocco sostiene che le aziende «possono non confermare il tirocinante a conclusione dei sei mesi, è tutto legale. La scorrettezza», precisa, «c'è quando, ad esempio, il ragazzo non viene affiancato da un tutor o non viene formato nel rispetto del progetto. Non so se sono capitate cose del genere, ma in tal caso l'invito è di segnalare l'accaduto all'ufficio del lavoro».

«Garanzia Giovani è un ottimo strumento», ritiene Gianni Taucci, direttore del Cescot di Pescara, agenzia formativa di Confesercenti, tra gli organizzatori dell'evento, «ma presenta alcuni problemi, sia per chi lo propone che per le aziende, perché è uno strumento nuovo e quindi bisogna abituarsi a questo sistema. In ogni caso è questa la strada da percorrere. Così si va nella direzione giusta».

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