Garanzia Giovani tra favole e delusioni

4 Dicembre 2015

Come sta andando il programma di inserimento al lavoro dei giovani under 30: l’ostacolo più grande è la burocrazia

PESCARA. Arianna e Maria Pia sono due ragazze che, dopo sei mesi di lavoro grazie a Garanzia Giovani, sono state confermate temporaneamente dalle aziende ed oggi raccontano la loro esperienza. Un percorso di crescita umana e professionale possibile proprio grazie al Piano europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile. Le due ragazze, infatti, parlano di Garanzia Giovani come di uno strumento utile e valido per consentire ai giovani di affacciarsi sul mercato del lavoro.

Arianna Della Penna, 25 anni, di Pescara, dopo aver lavorato in una nota libreria, a gennaio scorso ha deciso di iscriversi a Garanzia Giovani sperando di poter lavorare alla Ipma, società pescarese che si occupa di perizie medico-legali. «Ho scaricato la modulistica», racconta la giovane, «l'ho presentata al Centro per l'Impiego e loro hanno seguito tutta la procedura. Ho indicato quell'azienda perché era una realtà che conoscevo, operante in un settore che consideravo stimolante. Alla fine, tra i diversi candidati, hanno selezionato me, perché il mio profilo era quello che più rispondeva alle esigenze. Ho iniziato concretamente dopo circa tre mesi, periodo in cui ho seguito un corso di formazione al Centro per l'Impiego ed ho sbrigato tutte le pratiche. Il sistema, a livello burocratico, è piuttosto pesante; la modulistica è cambiata più volte in corso d'opera. Insomma, a livello organizzativo ci sono state delle pecche».

«In azienda mi sono trovata molto bene; sono stata affiancata da un tutor che mi ha dato modo di apprendere ulteriori mansioni oltre a quelle per le quali ero stata selezionata. Ho lavorato un tot di ore nell'ambito del progetto ed altre ore a parte. Proprio per questo, oltre alla somma prevista da Garanzia Giovani, 600 euro al mese che dovrebbero arrivare a breve, mi è stato riconosciuto un incentivo. Il tutto è andato avanti fino a metà novembre. Poi l'azienda, dimostrando di credere in me, ha deciso di confermarmi con la formula del tirocinio per altri sei mesi, trascorsi i quali deciderà se contrattualizzarmi o meno. Consiglierei Garanzia Giovani, perché la considero uno strumento valido per entrare nel mercato del lavoro».

Maria Pia Rescigno, 30 anni, della provincia di Potenza, vive in Abruzzo da otto anni e a Pescara da due. Si è laureata in Giurisprudenza, a Teramo, e prima dell'avventura alla Demo Consulting di Pescara grazie a Garanzia Giovani ha lavorato in un'agenzia per il lavoro. «Ho trovato la Demo Consulting, società che si occupa di formazione finanziata, nella lista delle aziende che si erano iscritte al progetto. Ho inviato il curriculum e loro hanno ritenuto il mio profilo idoneo. Ho presentato la domanda a novembre», prosegue la ragazza, «e ho iniziato il tirocinio ad aprile. In azienda mi hanno affiancato un tutor e lo staff, consentendomi di crescere dal punto di vista professionale. Finiti i sei mesi, la società mi ha confermato per altri sei di tirocinio e poi deciderà che cosa fare».

«Il sistema Garanzia Giovani mi è sembrato semplice e chiaro. E' facile iscriversi e seguire la procedura. Il personale è stato disponibile per ogni esigenza», conclude Maria Pia, «è uno strumento utile, se viene usato, come nel mio caso, seguendo l'obiettivo per cui è nato, cioè far entrare i giovani nel mercato del lavoro».

Lorenzo Dolce

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