«Gasdotto Snam nessun rischio da potenziale sisma»

PESCARA. Il governo esclude che esistano situazioni di criticità e pericolo nè sul piano delle emissioni, nè su quello idrogeologico e sismico, nè sul piano autorizzativo, per la realizzazione della...
PESCARA. Il governo esclude che esistano situazioni di criticità e pericolo nè sul piano delle emissioni, nè su quello idrogeologico e sismico, nè sul piano autorizzativo, per la realizzazione della “rete Adriatica”, il gasdotto (di cui fa parte il tratto Sulmona-Foligno) che collegherà il sud al nord Italia. Lo ha detto il vice ministro dello Sviluppo economico Claudio De Vincenti rispondendo a una interrogazione della senatrice M5S Rosetta Blundo presentata in commissione Industria (risposta contestata a sua volta dalla Blundo). Tutti i tratti del gasdotto (il Massafra-Biccari, il Biccari-Campochiaro, il Sulmona-Foligno, il Foligno-Sestino, il tratto Sestino-Minerbio), ha spiegato De Vincenti, «hanno ottenuto la pronuncia di compatibilità ambientale favorevole del ministero dell'Ambiente. Dal 2011 la società proponente Snam Rete Gas è unicamente tenuta a redigere un piano decennale delle previsioni di sviluppo della rete in funzione della domanda e dell'offerta e della sicurezza degli approvvigionamenti, per la quale non è prevista alcuna approvazione da parte del ministero. Ne deriva», ha aggiunto De Vincenti «l'inapplicabilità della Vas, non solo alla Rete Adriatica, ma anche a tutti i gasdotti che Snam ha in corso di progettazione (naturalmente tutti soggetti a Via)».
Per quanto riguarda il rischio sismico delle aree della aree attraversate dal metanodotto, ha spiegato il vice ministro, «il tracciato è stato definito scegliendo i lineamenti morfologici e geologici più sicuri (fondovalle, terrazzi, dorsali, ecc.) e comunque lontani dalle aree interessate, anche solo potenzialmente, da dissesti idrogeologici. Nello specifico, le principali strutture sismogenetiche,
quali, per esempio, quelle presenti nel territorio aquilano attivatesi in occasione dell'evento sismico del 6 aprile 2009, non vengono mai interessate dall'opera in progetto. In sede progettuale, inoltre sono stati presi in considerazione dalla società proponente gli effetti diretti di un sisma potenziale sulle tubazioni interrate, sottoponendo il metanodotto in progetto a verifica strutturale allo scuotimento a sismico (shaking) seguendo le indicazioni della normativa americana Asce», da cui «si evince che, nelle aree ad elevata sismicità, le dimensioni di progetto adottate per la trincea di posa della condotta, unitamente alle caratteristiche di duttilità e flessibilità delle tubazioni in acciaio, permettono alla tubazione di sopportare agevolmente le eventuali deformazioni indotte dal sisma». Per quanto riguarda la concentrazione di sostanze inquinanti emesse dall'impianto di compressione da ubicare a Sulmona, le simulazioni di Rete Snam «hanno confermato che i livelli di concentrazione delle emissioni sono molto bassi e comunque circoscritti alle immediate vicinanze dell'impianto». De Vincenti ha infine giudicato non fattibile l’ipotesi di spostare l’impianto dalla dorsale appenninica alla costa adriatica.

