Gatti, rinviata a oggi la decisione di Sospiri

Revoca della designazione alla Corte dei Conti: la Lega mette Marsilio di fronte a una scelta obbligata
L’AQUILA. Il veto della Lega mette il governatore, Marco Marsilio, di fronte a una scelta obbligata. Ma la revoca della designazione di Paolo Gatti alla Corte dei Conti, annunciata per ieri dal presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, è slittata di 24 ore. Il motivo ufficiale? L’assenza, nella giornata di ieri, del dirigente che ha condotto l’istruttoria, Giovanni Giardino, impegnato in missione a Roma. Anche Marsilio peraltro ieri era a Roma per partecipare alla Conferenza delle Regioni. Ma la Lega attende per oggi la revoca che, dai banchi dell’opposizione, viene ormai data per certa dal M5S. «Apprendo con soddisfazione la scelta da parte del Presidente del Consiglio regionale di rimuovere la designazione alla Corte dei Conti regionale. Finalmente l'intera maggioranza si è decisa, con settimane di ritardo, a seguire la posizione da noi indicata fin dall'inizio della discussione, dando ragione alle nostre considerazioni giuridiche e ai dubbi di legittimità che abbiamo sollevato in Consiglio regionale».
Ad affermarlo è il capogruppo, Sara Marcozzi, che prosegue: «Le modalità con cui è arrivata la designazione, infatti, lasciavano presagire, fin dal principio, la violazione dell'articolo 142 del Regolamento interno. Essendo quella alla Corte dei Conti una designazione, era obbligatorio il passaggio in Consiglio regionale, attraverso un voto palese dell'aula. Questa procedura non è stata però seguita dalla maggioranza, che ha invece utilizzato l'iter valido per le nomine, mischiando così due istituti giuridici nettamente distinti tra loro. Noi abbiamo segnalato immediatamente questa violazione», aggiunge Marcozzi, «e suggerito di revocare la designazione in autotutela. Stiamo parlando, è bene ricordarlo, di un ruolo da circa un milione di euro per i prossimi cinque anni, e i dubbi giuridici che abbiamo sollevato avrebbero potuto esporre Regione Abruzzo al serio rischio di ricorsi e richieste di risarcimento». A dir la verità, il presidente Sospiri continua a ritenere giusto l’iter da lui scelto. A sollevare perplessità potrebbe invece essere una possibile violazione del requisito della terzietà che anche un giudice non togato deve rispettare. E per terzietà s’intende la presa di distanza reale e assoluta da attività di tipo politico. (l.c.)

