Giovani, decise, capaci ma ancora troppo poche

3 Giugno 2015

Sono otto i sindaci donna su 59 eletti, va meglio nei consigli comunali e soprattutto nelle città dove si vota con la doppia preferenza di genere

PESCARA. Quante donne sono state elette nei consigli comunali abruzzesi? Ogni volta torniamo a farci la stessa domanda, ma è dalla risposta a questa domanda che si può misurare il cambiamento della politica e del paese. In Abruzzo le elette sono state tante nei comuni sopra i 5mila abitanti per via della doppia preferenza di genere (si potevano dare due preferenze ma la seconda doveva andare a un candidato di sesso diverso).

Ma se andiamo a vedere i nuovi sindaci le cose cambiano: solo otto sono donne su 59 primi cittadini neoeletti.Pochissime in termini percentuali (la legge italiana per esempio impone alle società quotate la presenza del 33% di donne nei consigli d’amministrazione e non tutte riescono a stare in regola). Vediamo allora chi sono. Iside Di Martino a Cagnano è passata da consigliere comunale di minoranza a sindaco sconfiggendo due candidati maschi. A Carpineto della Nora è stata riconfermata Donatella Rosini con l’88% delle preferenze, un vero plebiscito per un sindaco uscente («E’ il frutto del duro impegno messo in campo nei cinque anni di mandato appena trascorsi», ha detto il sindaco).

Carsoli per la prima volta elegge una donna sullo scranno più alto: Velia Nazzarro, che ha sconfitto il sindaco uscente Domenico D’Antonio per soli 19 voti di scarto e un altro ex sindaco Mauro Di Natale. Spoglio all’ultima scheda a Castel Castagna, dove Rosanna De Antoniis si è imposta per un solo voto sull’uscente Silvio De Antoniis. Come primo atto la De Antoniss promette di ridurre le indennità (già basse) di sindaco e assessori. A Collilongo è stata eletta Rosanna Salucci con l’85% dei voti; Sabrina Ciacone è stata riconfermata a Fontecchio sconfiggendo un’altra donna Patrizia Galassi.

Mariangela Amiconi indossa per la prima volta la fascia tricolore a Magliano dei Marsi e Giuseppina Colantoni a Villetta Barrea. Qui non c’erano liste concorrenti e l’unico avversario era il quorum, abbondantemente superato con il 63,38%. Tra le consigliere comunali elette va sottolineata Raffaella Dell’Erede eletta a Castel di Sangro con ben 670 preferenze, un record che non dipende evidentemente dalla doppia preferenza di genere. Molto votate a Chieti Manuela D’Arcangelo (M5S), Chiara Zappalorto (Pd), Emilia Di Matteo (Forza Italia), Carla Di Biase (Ncd).

Se nei comuni la doppia preferenza di genere ha funzionato, su può recriminare sul fatto che non sia stata introdotta nella legge elettorale regionale, modificata poco prima delle elezioni del 2014. Per introdurla si era mobilitato uno schieramento trasversale di consigliere regionali, ma l’emendamento al testo è stato lasciato cadere. In Regione contano ancora altre logiche.