Giro d’Abruzzo da due milioni di euro: ora indaga la Corte dei conti

Le osservazioni alle leggi regionali. La magistratura contabile chiede chiarimenti e informazioni sul debito fuori bilancio
L’AQUILA. «Si chiedono chiarimenti e maggiori elementi informativi sul debito di 2.061.000 euro nei confronti di Rcs Sport spa». Tra le osservazioni della Corte dei conti alle leggi regionali approvate nel 2025 – 17 pagine di rilievi dai premi culturali fino ai bilanci della sanità – spunta anche il debito fuori bilancio per il Giro d’Abruzzo, quattro tappe da Scerni fino a Isola del Gran Sasso corse tra il 15 e il 18 aprile dell’anno scorso. Appena tre righe che però aggiungono un altro capitolo, determinante, a un intreccio amministrativo e politico. Il dettaglio è che quella gara di 619 chilometri e un montepremi di 70.260 euro è stata disputata senza contratto: mentre il vincitore, il tedesco Georg Zimmermann, passista scalatore di 28 anni, alzava al cielo il trofeo a forma di roccia del Gran Sasso, non c’era un contratto a legare la Regione Abruzzo e la società organizzatrice. La “sanatoria”, con la firma degli atti, è arrivata soltanto due mesi più tardi, per la precisione il 18 giugno 2025.
In mancanza di atti amministrativi, il caso è arrivato in consiglio regionale tra le polemiche dell’opposizione per il voto del debito fuori bilancio, infilato con un emendamento del capogruppo di Fratelli d’Italia Massimo Verrecchia in una legge su «sostegno del merito e della ricerca in ambito universitario», la 30/2025. Il capogruppo Pd Silvio Paolucci ha parlato di «gravi ombre di illegittimità amministrativa e contabile»: «L’aggiudicazione del servizio è intervenuta successivamente alla realizzazione dell’evento», ha detto Paolucci che ha contestato «stanziamento di ingenti risorse finanziarie in assenza di qualsivoglia istruttoria tecnica» e «prassi in contrasto con i principi di legalità, trasparenza, buon andamento e sana gestione finanziaria».
Una versione che anche il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri di Forza Italia ha avallato: «Qualche dirigente di quel settore verrà convocato dalla commissione di Vigilanza, spero, e il presidente Sandro Mariani gli chiederà come gli può sfuggire di impegnare i fondi per il Giro d’Abruzzo», queste le parole di Sospiri. E poi, la corsa è approdata davvero in commissione Vigilanza e qui l’opposizione ha messo sotto accusa anche la procedura amministrativa: «Il riconoscimento del debito fuori bilancio per il 2025», ha detto Paolucci, «sarebbe avvenuto in violazione del decreto legislativo 118/2011 e della legge regionale sulla qualità della normazione, che all’articolo 11 prevede una procedura istruttoria chiara e vieta espressamente di approvare debiti fuori bilancio tramite emendamento». Verrecchia ha replicato: «Un mero procedimento amministrativo di regolarizzazione di impegni già assunti dall’amministrazione».
La storia travagliata del Giro d’Abruzzo è arrivata anche in Parlamento: il deputato Pd Luciano D’Alfonso ha presentato un’interrogazione ai ministri della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo di Forza Italia, e dell’Economia, Giancarlo Giorgetti della Lega. «Tra il 15-18 aprile 2025 si è tenuto il Giro d’Abruzzo 2025, organizzato da Rcs Sport spa, dal costo di più di 2 milioni di euro», ha detto D’Alfonso in aula, «senza il previo perfezionamento del rapporto contrattuale, che è intervenuto solo due mesi dopo la conclusione della manifestazione sportiva dando origine ad un debito fuori bilancio per la regione. Successivamente, il 18 novembre 2025 ai fini del riconoscimento del debito sono stati presentati in consiglio regionale un emendamento e un subemendamento al bilancio con il parere contrario dell’ufficio legislativo del consiglio per difetto di istruttoria».
Secondo D’Alfonso, «l’anticipata esecuzione di un servizio, senza un titolo giuridico valido, determina una situazione patologica in cui l’amministrazione, in violazione delle regole fondamentali di programmazione e affidamento, senza il previo perfezionamento del rapporto contrattuale, beneficia di una prestazione che, programmata e nota da tempo, ben avrebbe consentito di seguire un regolare iter amministrativo nei tempi corretti». E, dal Parlamento, il deputato Pd ha chiesto «una verifica ispettiva» e «un intervento normativo per prevenire il verificarsi di simili comportamenti in contrasto con i princìpi di legalità, trasparenza, buon andamento e sana gestione finanziaria».
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