Padellaro: «Il giornalismo locale, radar del territorio e cuore della notizia»

Il giornalista sarà ospite della festa del Centro il 1° agosto a Torre
«Sono legatissimo a voi, per me è come una seconda redazione»
È stata la mia lunga esperienza come cronista in giro per l’Italia ad insegnarmi il valore fondamentale del giornalismo locale, delle redazioni radicate nel territorio, della solidarietà e dello zelo di chi da quelle redazioni, grandi o piccole, racconta i centri cittadini, i paesi, le realtà periferiche. Ed è stata sempre questa esperienza ad insegnarmi che da quei piccoli centri, spesso, escono fuori le notizie più grandi e si conoscono i colleghi più appassionati. È successo centinaia di volte: il Corriere o L’Espresso mi mandavano da qualche parte in Italia, a nord o a sud del Paese, perché c’era un fatto che andava raccontato, toccato con mano. Tutte le volte che arrivavo, cercavo un appoggio nella redazione del giornale locale. Un appoggio non solo fisico ma anche professionale, di contatti, di spunti. E ogni volta, puntualmente, non soltanto trovavo in quelle redazioni un mio rifugio, non soltanto ricevevo una straordinaria ospitalità, ma trovavo colleghi di tutte le età pronti ad aiutare, a fornirmi informazioni utilissime per i pezzi che avrei dovuto scrivere, mettendomi a disposizione una rete enorme di contatti che si dipanava per tutto il territorio. E io di questa attenzione, di questa accoglienza, sono sempre stato grato e credo che dia l’immagine più bella, più chiara di quanto sia fondamentale avere una sentinella dell’informazione sul territorio. I giornali locali non sono nient’altro che questo: tanti radar disseminati in lungo e in largo, che registrano gli aspetti più particolari e autentici, gli eventi più curiosi, quelli che spesso la stampa nazionale ignora e che per questo, dalla loro dimensione locale, straordinariamente esplodono come casi capaci di coinvolgere tutta l’Italia. È successo anche al Centro, a cui sono così profondamente legato perché a questo quotidiano e alla sua storia si lega, in qualche modo, anche la mia: sono stato, infatti, moltissime volte a Pescara e in Abruzzo, per ragioni di lavoro, e tutte le volte il Centro è stato un punto sicuro d’approdo, fino a diventare quasi come una seconda redazione, per me, trovando sempre colleghi estremamente disponibili e professionali, notizie in quantità industriale, una rete fittissima di contatti e un grande senso di collaborazione. Era un piacere tornare: non c’era campagna elettorale, dal locale al nazionale, che non abbia seguito con grande interesse anche in Abruzzo, fosse solo per raccogliere gli umori locali, i dati specifici di quella zona, i punti di vista dei suoi cittadini. Ed è sempre per tale ragione che per me questo posto è, come lo sono le redazioni locali, irrinunciabile.
*editorialista

