Gli infermieri alla Regione: siamo pochi

28 Ottobre 2018

Il presidente dell’ordine professionale incontra Paolucci. Per completare gli organici occorrono oltre 3.600 assunzioni

PESCARA . Negli ospedali abruzzesi ce ne sono 5.636, ma ne servirebbero almeno 9.294 per arrivare al rapporto di tre infermieri per ogni medico in servizio, e soprattutto, per realizzare la media ideale di un infermiere ogni 6 pazienti, quella in grado di garantire standard assistenziali adeguati. Una media che consentirebbe anche di abbassare la soglia di mortalità del 20%. A rilanciare l’allarme è il presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche (Opi) della provincia di Chieti, Giancarlo Cicolini, che ieri ha incontrato l’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci. In quella sede Paolucci ha anticipato che a partire dal 2019 sarà sbloccato il turn-over e saranno avviate le procedure per stabilizzare gli infermieri precari in servizio negli ospedali della regione. Cicolini aveva chiesto un incontro all’assessore per ribadire che «gli organici degli infermieri non sono equilibrati».
IL DOSSIER. Ma la Regione la pensa diversamente, e nel dossier che è stato richiesto dai ministeri della Salute e dell’Economia, e che sarà consegnato a novembre, sostiene che «il fabbisogno di infermieri è sostanzialmente equilibrato e non risultano criticità evidenti, tranne che in alcuni presidi ospedalieri. Il fabbisogno di operatori socio-sanitari è invece molto significativo e si attesta oltre le 500 unità».
LA DOMANDA. Cicolini aveva manifestato perplessità sulla della Regione, che si è impegnata ad assumere 450 medici e 550 operatori socio sanitari. «Una cosa assolutamente positiva», dice il presidente di Opi, «ma oltre al personale di supporto, è necessario migliorare il rapporto tra infermieri e abitanti e tra infermieri e medici. Tra i paesi Ocse l’Italia è al 24° posto (su 35 Paesi) nel rapporto infermieri ogni mille abitanti (al 15° nell’Ue-28) e, dopo di noi, Spagna a parte, ci sono nazioni che non brillano per l’organizzazione dei servizi sanitari, mentre ai primi posti ci sono i Paesi del Nord Europa. Complessivamente», ricorda Cicolini, «in Italia il numero degli operatori del sistema sanitario è cresciuto negli ultimi dieci anni, ma il numero di infermieri rimane basso: 6,5 ogni mille abitanti, mentre la media Ue è di 8,4».
LA RISPOSTA. In Abruzzo, ha evidenziato Paolucci, molti infermieri risultano demansionati, dal momento che devono occuparsi anche di attività proprie degli Oss. Assumendo gli operatori socio sanitari, dunque, gli infermieri potranno tornare a svolgere le mansioni assistenziali proprie del loro profilo.