Grazia a Bearzi Nuovo appello anche sui doveri dei presidi

5 Dicembre 2015

PESCARA. Modificare la norma sulla responsabilità degli edifici scolastici e sostenere la richiesta di grazie per l’ex preside del Convitto dell’Aquila condannato per i crolli del terremoto e tuttora...

PESCARA. Modificare la norma sulla responsabilità degli edifici scolastici e sostenere la richiesta di grazie per l’ex preside del Convitto dell’Aquila condannato per i crolli del terremoto e tuttora rinchiuso in carcere. L’occasione per tenere le luci accese sul caso del professor Livio Bearzi è stata l’interpellanza urgente presentata alla Camera dal deputato friulano Gian Luigi Gigli (gruppo parlamentare “Per l'Italia-Centro Democratico”).

«L'interpellanza è stato motivo per rivolgere un appello a favore della Grazia come unico strumento per far uscire dal carcere il professor Bearzi anche perché fuori dall'ufficialità, lo stesso ministero dell’Istruzione (Miur) si è dichiarato a favore», scrive il deputato friulano come l’ex preside.

Nella risposta fornita all’interpellanza il governo scrive che proprio sulla scia del caso Bearzi il Miur sta valutando l'ipotesi di limitare gli obblighi del dirigente alle sole aree e spazi gestiti direttamente e non per esempio ai locali tecnici, ai tetti, alle fondamenta che dovrebbero restare di esclusiva competenza e responsabilità per l'Ente proprietario. Analogamente, cucine, mense o bar possono essere affidati non più al preside, ma alla responsabilità del titolare della ditta gestore.

«Apprezziamo anche l'intento del governo di avviare una modifica normativa per alleviare le responsabilità dei dirigenti scolastici», commenta il deputato, «chiediamo ora al governo di dare una corsia preferenziale alle modifiche legislative e di facilitare, attraverso il ministro della Giustizia l'iter della Grazia presidenziale». Perché se la situazione restasse così, Bearzi resterebbe il primo e (finora) unico pubblico ufficiale a scontare in carcere una condanna post terremoto. Malgrado tutte le inchieste.