Guardie mediche sempre più sole

12 Marzo 2019

A Chieti pazienti violenti, all’Aquila indennità sospese a ottobre

PESCARA . Ha preso a calci la porta, dopo aver saputo che era stato sospeso il servizio ambulatoriale, tanto da costringere gli operatori a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine. È accaduto nella sede della ex guardia medica di Chieti, dove sono sempre più frequenti gli episodi di intolleranza nei confronti dei sanitari che per protesta nei confronti della Regione, e della Asl che non paga un’indennità di circa 400 euro al mese, hanno sospeso il servizio ambulatoriale. «L’irritazione dei cittadini», dice Marco Di Clemente, segretario di Fimmg Continuità assistenziale di Chieti, «dipende dal fatto che a Chieti i colleghi stanno protestando contro un atteggiamento miope della Asl». Da sottolineare che le visite in ambulatorio sono state sospese solo nelle sedi di Chieti capoluogo e di Lanciano, e non in tutta la provincia. Prosegue anche la battaglia per il ripristino di un’altra indennità, quella di rischio, sospesa dalla Regione dopo una richiesta di chiarimenti inviata dalla Corte dei conti, e che finora ha visto i medici incassare quattro sentenze a favore. «Tra l’altro», prosegue Di Clemente, «in Basilicata la Corte dei conti ha già detto che l’indennità di rischio è legittima, e sapendo tutto questo le Asl continuano a fare nuovi ricorsi». Anche all’Aquila la situazione delle ex guardie mediche non è risolta, come sottolinea Vito Albano, segretario provinciale della Fimmg. «La Asl ha pagato per sei mesi, ma da ottobre scorso ha sospeso le indennità ambulatoriali». I medici sono sul piede di guerra e si sono dati appuntamento domani per decidere sul da farsi. (a.bag.)