Guida a Hvar per abruzzesi

Come e quanto è cambiata la nostra isola croata prediletta Prezzi salati, meno barche, ma baie e locali sono sempre “in”
HVAR. “Mare bianco, metallico, liscio; cielo bianco e nero, morbido (Hvar nuova?)”: così appuntava la scrittrice Lalla Romano seduta, nel 1989, su una panchina a Hvar. Uno dei tanti appunti del bel racconto di viaggio "Le lune di Hvar", ottimo compagno per una vacanza in questa porzione meravigliosa di Croazia.
Al viaggiatore di oggi, già frequentatore di ieri di Hvar, non è però il tempo a far storcere il naso. La nuova Hvar non lo è per l'aspetto del tempo cambiato, il volto nuovo della Hvar meta prediletta delle vacanze degli abruzzesi è frutto di un successo dell'isola che ne ha trasformato turismo, luoghi, abitudini.
Sono lontani i tempi della piazzetta associata alla pescarese piazza Salotto o di chi ricorda un budget vacanziero tutto sommato economico. Hvar ha cambiato faccia. Non c'è l'ombra di quei continui “ciao” dalla cadenza nostrana nello struscio del molo, né la frequenza di un tempo delle imbarcazioni del Marina di Pescara .
Da qualche anno sono cambiate le destinazioni estive degli abruzzesi, colpa della crisi, certo, ma in questo caso colpa anche dell'aumento dei prezzi.
Se il catamarano Pescara-Hvar non viene preso d'assalto dai villeggianti, i passeggeri del rientro sono concordi sull'exploit dell'isola che non rasserena i portafogli. Per i più in alta stagione le camere degli alberghi centrali sono improponibili e per trovare una buona sistemazione in una casa-vacanze si spendono fino a 100 euro a persona al giorno. Un cocktail per aperitivo o in discoteca costa in media sui 10 euro, un tavolo in disco almeno 300 euro, senza contare che nei ristoranti si spendono mediamente 30-40 euro per mangiare la carne e 50-70 euro per il pesce. E una tratta in taxi di 10 minuti o poco meno vale al tassista 150 kuna, 20 euro circa (un euro vale 7,4 kuna).
In compenso, c’è un avvicendamento di migliaia di turisti stranieri per le strade, con hotel, bar, ristoranti e discoteche sempre pieni. E sono proprio le lune di Hvar a veder più gente, perché il grosso del turismo è fatto da comitive di ragazzi scandinavi, molti dal nord Europa, da Inghilterra e Australia, che al passeggio o mare del mattino preferiscono la movida notturna.
Perché Hvar resta l'isola dell'amore, per un pubblico sempre più internazionale e giovane. Ma resta anche uno scrigno di bellezze paesaggistiche e architettoniche che, se oggi sembrano circondate da un'atmosfera meno autoctona di una volta, meritano sempre di essere visitate.
Ecco alcuni consigli per vivere l'isola al meglio, luoghi giusti dal mattino a notte fonda, must da non perdere, locali al top e posti dove vince il rapporto qualità-prezzo.
È simpatico ad esempio fare colazione ai primi tavolini del "Red Baron", bar frequentato dai croati all'inizio del molo, dove ci si gode l'andirivieni dei turisti. Per bagni di mare e di sole c'è l'imbarazzo della scelta, affittando un mezzo nautico si possono raggiungere le spiagge più belle, come quella che gli habitué abruzzesi chiamano "Acquabella", poco prima di Milna vicina al ristorante "Konoba Kotin", oppure come quella di Zdrilca, con ombrelloni, sedute e un servizio massaggi: là, dove le barche pescaresi amano starsene in rada, si pranza nel ristorante "Tri Grede" di Fabijan e Marina, con prosciutto dalmato e formaggio, insalata di polipo e filetto alla griglia, accompagnati dalla locale birra Karlovacko e da una travarica (grappa).
Per chi viaggia in barca un'altra baia, Palmizana, è un approdo sicuro con tanto di gran ristorante quale "Meneghello". Un'altra piacevole spiaggia è quella di Milna dov'è "Oaza", ristorante tra orti e uliveti del titolare Ivica per pranzare e cenare, con carne (eccezionale l'agnellino di Brac al girarrosto) oppure pesce come mitili alla buzara e piccoli scorfani.
La sera riporta tutti nel centro di Hvar, magari per un aperitivo nel frequentato music-bar Ka'Lavanda. E se una buona pizza è quella dello storico "Rocco" in piazza, se bisogna assaggiare la carne di Stefano nel bel ristorante "Paradise Garden" a due passi dalla cattedrale, una gran cena di pesce, ma con un conto da ristorante stellato, la propone "Gariful" sul molo.
Proprio lì accanto c'è il "Carpe diem", fulcro della movida che chiude alle 2 di notte invitando gli ospiti a spostarsi, fino all'alba, al "Carpe diem Beach", disco da raggiungere con un taxi boat dedicato.
E per chi ama la musica sotto al sole il successo attuale è tutto dell'Hula Hula, il disco-bar più mondano dell'isola dove si balla in costume proprio sul mare. Quel mare che resta, a parte tutto, la cifra inconfondibile della bella Hvar.
Domenico Sanguedolce
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