Honda, il peggio è passato il rilancio viaggia in scooter

21 Settembre 2016

Accordo sull’occupazione e sulla produzione di 80mila pezzi l’anno fino al 2020 E la controllata Ciap aprirà uno stabilimento per la componentistica ex Cisi

ATESSA. E' pronta al giro di boa la Honda di Atessa, unica fabbrica di motocicli d'Europa della multinazionale giapponese. Quattro anni fa si annaspava ancora con la sigla di un accordo che è stato soprannominato "patto della sopravvivenza", ma oggi ci si affaccia con fiducia al patto per lo sviluppo. Il futuro dello stabilimento che occupa 355 dipendenti a tempo indeterminato, 103 stagionali e altri dipendenti somministrati, è stato scritto nero su bianco programmando la produzione fino al 2020.

L'accordo è stato siglato dalla proprietà e i sindacati Fiom, Fim e Uilm e ieri è stato sottoposto all'assemblea dei lavoratori. Ottime le prospettive: un nuovo modello di scooter di alta gamma, l'impegno dell'azienda di garantire 80mila pezzi l'anno fino al 2020 e quello di assicurare occupazione agli stagionali per un minimo garantito di sei mesi, che però può aumentare a seconda dei picchi di richieste.

La Honda si scrolla definitivamente dalle spalle il suo periodo nero. Anni di sacrifici (a partire dalla crisi del 2008 e dalla drastica riduzione del numero dei lavoratori) e i dipendenti disposti senza alcun tentennamento a sabato extra e ferie ridotte ad agosto, hanno portato ad un risultato salutato con soddisfazione da parte anche delle sigle sindacali.

E l'onda lunga non sembra arrestarsi. La Ciap (Costruzione Italiana Apparecchi Precisione), controllata di Honda che produce ingranaggi, trasmissioni a cinghia (VRT), ingranaggi per cambi di velocità, trasmissioni e componenti per motori, ha annunciato di voler aprire uno stabilimento in Val di Sangro.

La nuova realtà produttiva dovrebbe assicurare quella componentistica necessaria alla Honda che, in Val di Sangro, era appannaggio del Consorzio Cisi, ma che, negli anni, ha visto chiudere una dietro l'altra diverse fabbriche dell'indotto. Le ultime due sono proprio la Cometa (subfornitura per motocicli, quad, motoslitte, moto d’acqua, piccoli aerei, supercar e treni) e la Progetto Meccanica, fabbrica monocliente Honda che produceva telai e forcelle per gli scooter Sh 125 e 150 della Honda. Entrambi gli stabilimenti hanno dichiarato la cessazione delle attività produttive. La Ciap può riempire parte di quel vuoto che si è creato nelle fabbriche satellite del prestigioso marchio giapponese.

L'impegno a guardare avanti da parte della proprietà c'è, e porta le firme congiunte dei rappresentanti sindacali Davide Labbrozzi (Fiom-Cgil), Domenico Bologna (Fim-Cisl) e Nicola Manzi (Uilm-Uil). Le parti hanno anche concordato di incontrarsi ogni sei mesi per valutare di volta in volta la situazione. Resta la certezza di un modello di scooter nuovo, questa volta di alta gamma, che non solo ridà fiato all'occupazione, ma che si preannuncia come un veicolo in grado di valicare i confini dei mercati europei. Era quello che mancava alla Honda, un modello ( top secret il nome) appetibile sul mercato della fascia alta, che restituisce fiducia ad uno stabilimento che ha festeggiato nei giorni scorsi i 45 anni di storia sul territorio. Il pareggio di bilancio sarà raggiunto entro la fine del 2016 e il 92° anno Ki (anno fiscale giapponese) si è concluso con circa 82mila pezzi sui 67mila preventivati, mentre per il 93° Ki si prevedono 84.560 veicoli. E' il secondo anno che lo stabilimento di Atessa chiude in salita produttiva. Ed il mercato tiene, migliorando dell’1% all’anno.

Daria De Laurentiis

©RIPRODUZIONE RISERVATA