I Centri per l’impiego passano alla Regione e i conti non tornano

I 197 dipendenti lasciano le Province, nell’elenco sono undici in meno ed esiste il rischio di un buco da 1,5 milioni di euro
PESCARA. I Centri per l'impiego (Cpi) abruzzesi diventano a "regia" regionale. E' stata sottoscritta martedì, a Roma, la convenzione tra la Regione e il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, necessaria per dare seguito sul territorio all'accordo quadro tra Governo e Regioni.
La convenzione rientra nell'ambito della vicenda della mobilità dei dipendenti provinciali, che, dopo la riforma Delrio, per effetto della legge 56/2014, devono essere ricollocati in altri Enti. I lavoratori dei Cpi, pur restando dipendenti provinciali, in questa fase transitoria verranno pagati in parte dallo Stato e in parte dalla Regione.
Le Province, a novembre scorso, avevano dovuto comunicare ed inserire sull'apposito portale del Dipartimento della Funzione pubblica i dati relativi al personale in sovrannumero da ricollocare: i quattro enti abruzzesi - secondo i dati elaborati dal segretario dell'Unione Province Abruzzesi (Upa), Adele Amore - avevano inserito sulla piattaforma 197 dipendenti per quanto riguarda i Centri per l'Impiego, che contano 15 strutture sul territorio. Molte unità sono andate in pensione nel 2015 e altrettante vi andranno nel 2016. Nel complesso, secondo i calcoli della Regione, le unità effettive sono 186.
L'accordo tra Governo e Regioni, risalente allo scorso 30 luglio, riguarda il periodo transitorio in attesa della nascita dell'Agenzia nazionale per le Politiche attive del lavoro (Anpal), presumibilmente nel 2018, quando il personale diventerà ministeriale. L'accordo quadro stabilisce che, fino ad allora, i lavoratori dei Cpi verranno pagati per il 70% dallo Stato e per il 30% dalle Regioni e che la gestione dei Centri passa in mano agli enti regionali.
La convenzione firmata l'altroieri con il ministro Poletti - presenti per la Regione, fra gli altri, l'assessore a Lavoro e Formazione, Andrea Gerosolimo, e il direttore del dipartimento Politiche del lavoro, Tommaso Di Rino - serve anche a quantificare le risorse in termini economici, in base a quanto previsto dall'accordo quadro. A livello nazionale, entro un mese dovrà essere liquidato ciò che spetta all'Abruzzo, pari a circa 4,7 milioni di euro. La Regione, invece, con una delibera del primo giugno scorso, ha indicato la sua parte di risorse, pari a circa 1,2 milioni di euro.
L'Abruzzo è stata una delle ultime regioni a sottoscrivere la convenzione con il ministro. Le Province, infatti, fino ad oggi si sono fatte carico delle spese di funzionamento e del personale e dovranno essere rimborsate.
Dopo la firma della convenzione "madre" di martedì, scatta ora la fase delle subconvenzioni, che verranno stipulate nelle prossime settimane tra Regione e singole Province.
Per quanto riguarda i servizi al cittadino, nel periodo della gestione regionale si punta ad una razionalizzazione e allo stesso tempo ad un miglioramento dei servizi offerti.
Tutto da chiarire il capitolo risorse. Il totale stanziato, tra Stato e Regione, ammonta a circa 5,9 milioni di euro, ma la spesa complessiva delle Province per i Centri per l'Impiego supera i 7 milioni. C'è quindi il rischio che si crei un “buco” da quasi un milione e mezzo di euro, con possibili problemi per quanto riguarda i rimborsi agli enti provinciali.
Gerosolimo esclude però che vi possano essere criticità e dice: «Punteremo a rafforzare i Centri per l'impiego, sono strutture cruciali e importanti per il territorio».
D’accordo anche il direttore Di Rino, che però sulla disponibilità economica è dubbioso: «I Cpi vanno riorganizzati, rafforzati e coordinati: non ci sono grandi risorse finanziarie, ma la giusta dose di determinazione sì».
Lorenzo Dolce
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