I disabili resistono in catene alla Regione «Basta promesse»

PESCARA. «Non ci muoviamo da qui fino a quando il consiglio regionale non approvi un atto con cui si impegna a garantire il finanziamento annuale della legge regionale 57 sulla Vita indipendente». I...
PESCARA. «Non ci muoviamo da qui fino a quando il consiglio regionale non approvi un atto con cui si impegna a garantire il finanziamento annuale della legge regionale 57 sulla Vita indipendente». I quattro rappresentanti del Movimento Vita Indipendente Abruzzo che occupano da lunedì la sede della Regione, hanno intenzione di trascorrere altri notti nell'edificio. Sono incatenati alle loro carrozzine, resistono malgrado le loro precarie condizioni di salute. «Io ho bisogno di una flebo, non so fino a quando resisto», confida uno di loro, «sono notti d’inferno perché dormire sulle carrozzine non è semplice». Ai manifestanti per interrompere la protesta non basta il documento elaborato dall'assessore regionale alle Politiche sociali, Marinella Sclocco, che in una lettera si è impegnata a reperire un milione di euro, di cui 400mila subito, per garantire il finanziamento della legge nel 2015. «Altri 400 mila euro», aggiunge l’assessore, «saranno garantiti all'uscita dal commissariamento per il Piano di risanamento della sanità entro il prossimo 30 giugno; ed infine 200 mila euro saranno resi disponibili al 30 settembre 2015 a seguito degli assestamenti di bilancio relativi al 2015».
«Con tutto il rispetto per l'assessore», risponde il responsabile del Movimento, Nicolino Di Domenica, «noi vogliamo l'impegno del consiglio regionale». «Devono garantirci il finanziamento annuale, con una rivalutazione al 20 per cento anno dopo anno», sottolinea, «noi non ce ne andiamo finché il Consiglio non approva questo atto. Vogliamo una soluzione condivisa e definitiva», conclude Di Domenica, «perché non possiamo incatenarci qui ogni anno per ottenere ciò che farebbe risparmiare la Regione». (cr.re.)
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