I medici di guardia vincono la battaglia

La nuova legge (Pd-FI) che li mette al sicuro dalla stangata sarà approvata il 12 giugno. Il M5S chiede una garanzia in più
PESCARA. Come fai a non dire ad Antonella, guardia medica di Chieti, che è un’ingiustizia dover restituire 25mila euro entro giugno? Oppure alla collega che le sta accanto che 53mila euro sono una vera è propria mazzata? O ancora all’altro medico che lavora nell’ambulatorio di Francavilla dove di notte è entrato un tipo sospetto perché la porta è rotta, che l’indennità di rischio è un diritto sacrosanto per chi lavora in luoghi insicuri?
È FATTA. I medici hanno reagito fino a vincere la loro battaglia. La nuova legge che salva le indennità di rischio sarà approvata in consiglio regionale il 12 giugno. Porta le firme trasversali dell’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci e dei forzisti Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri. Ma anche il Movimento 5 Stelle, ieri mattina, è entrato nella partita organizzando un sit-in a Pescara, davanti alla Regione, con sessanta, anzi settanta guardie mediche, come Antonella e i colleghi, per lanciare la sfida alla nuova alleanza Pd-Forza Italia. Lo scontro però non è solo politico.
DOPPIA ROTTURA. Anche tra i medici c’è una spaccatura dal momento che ieri, alla protesta, non hanno voluto partecipare i vertici regionali e provinciali del sindacato, la Fimmg continuità assistenziale. Divisioni che si consumano alla vigilia della data più attesa ma che, a differenza di quanto sembra, finiscono per aiutare i medici di guardia. La sfida tra competitor politici infatti garantisce un risultato finale blindato: la legge che scongiura il salasso con l’aggiunta di paletti che eviteranno allo spettro di riapparire.
BOMBA NEUTRALIZZATA. Lo spettro è il salasso che la Regione ha prima dovuto applicare, per via di un’indagine della Corte dei conti, con una delibera del luglio 2017 con cui impone la restituzione di 11 anni di indennità di rischio a 400 medici di guardia. Ma che poi ha dissinnescato, in virtù di una sentenza del giudice del lavoro di Chieti che ha dato ragione ai medici.
LA SVOLTA. La proposta di legge Pd-FI riconosce ora ai medici il diritto pregresso all’indennità di rischio fino al giorno delle delibera di giunta che invece impone il recupero da parte delle Asl. Ma il M5S, in campo con il consigliere regionale Domenico Pettinari, chiede di annullare anche quella delibera temendo che possa far sopravvivere il divieto all’indennità, e definisce un inganno la nuova legge regionale perché non prevede questo annullamento. A Pettinari ribattono a muso duro Paolucci e Febbo e si scatena il botta e risposta che, dopo il sit-in, ha segnato la giornata di ieri. Lo riassumiamo così.
PACCO E CONTROPACCO. «È un vecchio trucco quello della politica, che da un lato crea il problema e al momento opportuna fa finta di risolverlo», esordisce il 5 Stelle Pettinari, «non basta approvare una legge lasciando intatta la famigerata delibera di giunta che giuridicamente continuerebbe a produrre i suoi effetti».
Paolucci replica: «Pettinari si è potuto permettere di strumentalizzare la vicenda solo perché lui non risponde sotto il profilo contabile. Ma ora il suo partito nella sanità rappresenta il potere grazie al nuovo ministro Giulia Grillo: ci attendiamo che alla sua propaganda sempre tesa ad alimentare sdegno, ansie e paure, corrispondano fatti concreti: aumento del fondo sanitario, legge sulle guardie mediche, cancellazione del decreto sulla classificazione degli ospedali». E Febbo rincara: «Pettinari dovrebbe sapere che una legge regionale è di rango superiore a una delibera di giunta».
«Gli consiglio, prima di avventurarsi in inutili giudizi dal sapore di campagna elettorale, di studiare attentamente i contenuti dei testi che vengono esaminati in Commissione altrimenti rischia di fare brutte figure e di fomentare confusione». Ma il 5 Stelle non demorde e annuncia: «Questa legge è monca, presenteremo un emendamento per specificare che la delibera che ha disposto il recupero delle indennità per i medici di guardia venga revocata». Il risultato più importante è però raggiunto: tutti voteranno la legge che salva diritti e dignità dei medici.

