«I porti hanno bisogno di procedure molto più veloci»

PESCARA. «Non c’è nessun bisogno di un’autorità portuale regionale, sarebbe solo un trono in più: quel che ci serve è avere procedure speciali per questioni come la manutenzione dei porti e le vasche...
PESCARA. «Non c’è nessun bisogno di un’autorità portuale regionale, sarebbe solo un trono in più: quel che ci serve è avere procedure speciali per questioni come la manutenzione dei porti e le vasche di colmata». Il presidente della Regione Luciano D’Alfonso ha liquidato così le proposte di riorganizzare i nostri scali marittimi con un nuovo ente abruzzese. L’occasione è stata data dal convegno organizzato all’aeroporto di Pescara per festeggiare i 150 anni delle Capitanerie di porto e della Guardia Costiera, nonché il quarto di secolo del Nucleo aereo di Pescara, istituito nel 1990, quando il fenomeno delle mucillagini richiese la dislocazione dei mezzi aerei per monitorare le coste adriatiche. Gli onori di casa sono stati fatti dal capitano Enrico Moretti, che sovrintende l’Abruzzo, il Molise e le Isole Tremiti. Suo il compito di ripercorrere un secolo e mezzo di storia e di assicurare la vicinanza dei suoi uomini alla necessità di avere porti operativi, senza troppi lacci e lacciuoli: «Il problema non è la burocrazia, sono i burocrati», ha scandito, in risposta proprio a D’Alfonso che lamentava le lungaggini di certe procedure burocratiche.
A questo proposito, il governatore ha lamentato il fatto che a Pescara lavori che sarebbero potuti costare due milioni di euro abbiano finito per costare cinque volte tanto: «Con quei soldi avremmo potuto fare cose grandiose. In Abruzzo abbiamo tre porti veri, Ortona, Vasto e Pescara, più uno snodo d’acqua come Giulianova, dobbiamo fare in modo di approvare celermente i piani regolatori portuali e di far arrivare la rotaia direttamente negli scali, oltre a collegare meglio le infrastrutture stradali, anche con quella cattedrale che è l’interporto di Manoppello. E capire che gli imprenditori non sono i nemici dei porti, ma tutto il contrario».

