I sindaci di centrodestra: ora via il cda

4 Novembre 2016

PESCARA. La sentenza sull’Aca riapre lo scontro tra i sindaci: da una parte ci sono 15 sindaci di centrodestra, dall’altra, Antonio Luciani, sindaco di centrosinistra di Francavilla, uno dei più...

PESCARA. La sentenza sull’Aca riapre lo scontro tra i sindaci: da una parte ci sono 15 sindaci di centrodestra, dall’altra, Antonio Luciani, sindaco di centrosinistra di Francavilla, uno dei più vicini al presidente Pd della Regione Luciano D’Alfonso.

«La magistratura», dicono i sindaci di Chieti, Arsita, Atri, Bisenti, Cappelle sul Tavo, Casalincontrada, Catignano, Civitella Casanova, Collecorvino, Elice, Montefino, Moscufo, Pianella, Rosciano e Scafa, «ha certificato e sacramentato la bontà del lavoro effettuato dall’amministratore unico sostenuto dai sindaci di centrodestra e da alcuni esponenti del centrosinistra, contro quel muro di sindaci Pd, primo fra tutti Luciani, i quali, sostenendo che a breve quel concordato sarebbe decaduto, hanno organizzato il blitz per ripristinare la politica delle poltrone all’Aca. Ora vinceremo anche la battaglia contro la nomina del cda che è illegittimo».

«Questa sentenza permetterà all’Aca di ripartire», dice Luciani, «sono contento che sia stata confermata la validità del concordato pur continuando a sostenere che, secondo me, l’interpretazione giuridica non è corretta. Il dilemma, comunque, sarà risolto dai decreti attuativi della legge Madia. Sono soddisfatto dell’avvio del lavoro del presidente Luca Toro e degli altri membri del cda: all’Aca si percepisce già il cambio di passo».