I sindaci: «Siamo alla frutta» Ma Terna replica: atto dovuto

3 Dicembre 2015

LANCIANO. «Se in Italia, nel 2015 siamo arrivati a poter perseguire un'idea, allora siamo veramente alla frutta». Il sindaco di Paglieta Nicola Scaricaciottoli, con queste parole dichiara il suo...

LANCIANO. «Se in Italia, nel 2015 siamo arrivati a poter perseguire un'idea, allora siamo veramente alla frutta». Il sindaco di Paglieta Nicola Scaricaciottoli, con queste parole dichiara il suo sostegno a Silvia, «colpita come simbolo per colpire tutti, da una società come Terna che non avrebbe dovuto creare una situazione di questo genere». Assieme ai sindaci di Castel Frentano, Gabriele D'Angelo e Lanciano, Mario Pupillo, Scaricaciottoli si è battuto per la sua concittadina e per tutti gli altri che non vogliono «un'opera calata arrogantemente dall'alto, non discussa con i territori e su cui si è iniziato a controllare dopo un'anno dall'inizio della sua realizzazione». «I danni che chiede Terna», dice Pupillo, «sono pari al bilancio del mio Comune. Vorrà dire che faremo una raccolta di fondi».

Le fasce tricolore si sentono «deluse e abbandonate dalla Regione e dai vari ministeri coinvolti». «Siamo stati inascoltati, derisi, minacciati», racconta D'Angelo, «D'Alfonso ci aveva promesso una soluzione in 12 ore al problema e ci ha ricevuti, senza alcun successo, solo dopo sette mesi. E' questa la difesa che si intende per la regione verde d'Europa?». E ieri nessuno dei consiglieri regionali invitati alla conferenza di Silvia si è presentato.

Intanto Terna scrive che la citazione in giudizio, «con atto risarcitorio, nei confronti dei proprietari terrieri e contestatori, fra i quali la Ferrante – che si è opposta all’accesso ai fondi relativi all’elettrodotto Villanova Gissi per ben 24 volte – è un atto dovuto.

«Secondo la legge», si legge nella nota, «i tecnici di Terna devono espletare in qualità di ufficiali incaricati di pubblico servizio, tutte le procedure per gli asservimenti dei terreni interessati dal passaggio della nuova linea elettrica. L’impedimento di tali procedure, ritardando l’entrata in esercizio dell’opera nei tempi stabiliti (1 gennaio 2016), costituisce un danno non solo per Terna, ma per l’intera collettività e come tale va denunciato». L’azienda ricorda, infine, che l’elettrodotto Villanova-Gissi «è fondamentale per l’Abruzzo, regione con un deficit energetico del 32%». (d.d.l.)