I tartufi dei parchi abruzzesi nei menu delle crociere

I barattolini dell’azienda Fasciani sulle rotte dei Caraibi e dei fiordi norvegesi Gamma di trenta prodotti: «La carta vincente? Lavorarli oltre che coltivarli»
PESCARA. Nell'azienda agricola Fasciani il tartufo viene davvero coltivato con amore. Già perché le idee in questa impresa aquilana di Molina Aterno, situata nel cuore dell'Abruzzo all'interno del Parco Sirente Velino, le portano avanti in due, Gianni e Svetlana, entrambi giovani, innamorati ed entusiasti conquistatori del mercato internazionale del tartufo. Loro il lavoro se lo sono inventato, ed insieme sono una vera forza della natura.
«Posso davvero dire che Svetlana mi ha aperto gli occhi», racconta Fasciani, «complice la mia grande passione per il tartufo, tramandata dalla famiglia. Noi ci siamo incontrati in una fiera agroalimentare in Russia, a Mosca, e lì è scoccata la scintilla. Lei ha viaggiato tanto portando avanti progetti di collaborazione con l'università in qualità di ingegnere ambientale e quando ci siamo sposati abbiamo messo insieme le nostre esperienze, trovando nuove soluzioni da proporre sul mercato agroalimentare».
I barattolini di tartufi prodotti dalla Fasciani viaggiano, infatti, nei ristoranti di una delle maggiori catene mondiali di navi da crociera extra lusso, la tedesca Aido. Il tartufo abruzzese così accompagna con i suoi sapori speciali e prelibati i turisti nei tragitti dai Caraibi ai fiordi norvegesi. «Già mio padre negli anni '60 iniziò a cercare i tartufi con i cani sviluppando una piccola produzione propria», spiega Gianni, 39 anni, agrotecnico, «ma io ho capito che bisognava avere nuove idee per lanciare il prodotto sul mercato estero, non era sufficiente per sopravvivere vendere il prodotto solo in Abruzzo, e allora ho cercato di mettere da parte un po' di soldi lavorando come guardia giurata all'interno dei Laboratori del Gran Sasso e poi nel 2005 è iniziata la mia grande avventura. Però prima, per capire come dovevo fare, ho dovuto viaggiare molto, frequentando tutte le maggiori fiere agroalimentari sia in Italia che all'estero. E la storia vera della mia azienda è iniziata in Russia, a Mosca, dove ho conosciuto mia moglie, la mia bella siberiana».
In pochi sanno che l'Abruzzo è una delle regioni più ricche di tartufi già dall'antichità, come testimoniano carteggi datati 1400 tra nobili feudatari dell'epoca. Questi prodotti della terra si trovano sia all'interno che in prossimità della costa.
«Noi i tartufi li abbiamo trovati e impiantati nei nostri terreni ad alta quota, dove l'aria è pulita», continua il giovane imprenditore abruzzese, «e la carta vincente è stata quella di lavorarli oltre che coltivarli. Abbiamo cominciato come si usava fare nelle case, per la propria famiglia, quando si preparavano i barattolini di conserve da consumare un po' per volta. Mio padre ad esempio d'estate metteva il tartufo grattuggiato nei barattoli di vetro insieme ad un po' d'olio. Così abbiamo alla fine creato una gamma di trenta tipi diversi di lavorazione del tartufo, dal carpaccio di tartufo nero a quello con i funghi porcini, dal tartufo bianco in crema al miele di acacia al tartufo bianco, dalla salsa tartufata al burro di tartufo, fino all'olio aromatizzato al tartufo bianco, tartufo nero, porcini e zafferano».
Dopo le ottime idee sulla lavorazione era necessario però un mercato più ampio sul quale collocare il prodotto. Ecco allora che la fortuna, insieme ad un instancabile desiderio di farcela, è arrivata ad incontrare il giovane Fasciani sotto forma di un qualsiasi visitatore, un signore che in una delle tante fiere frequentate in cerca di clienti ha ordinato il prodotto. Un signore tedesco. Da lì ad entrare nei ristoranti delle navi da crociera per il tartufo lavorato dell'azienda Fasciani il passo è stato breve. E con tanto di esclusiva. Ma la passione e il lavoro dei giovani coniugi non si è fermata lì.
«Sono convinto che un'azienda per stare al passo con i tempi debba crescere di qualità, anno per anno», incalza l'imprenditore, «e così abbiamo creato anche il tartufo bio, aiutati soprattutto dal fatto che i nostri terreni sono immersi nel Verino Silente e circondati da altri tre importanti parchi nazionali: d'Abruzzo, della Maiella, del Gran Sasso, quindi in zone incontaminate. Siano seguiti da organi di controllo e non usiamo prodotti chimici per le lavorazioni dei nostri tartufi. A coltivare tartufi biologici siamo davvero in pochi al mondo. La nostra è a tutti gli effetti un'azienda biologica certificata. Dopo una meticolosa raccolta, lavoriamo i tartufi nella nostra manifattura, cosi da garantire una freschezza unica. Prepariamo il prodotto solo con ingredienti naturali, senza aggiunta di conservanti, e ogni tartufo viene lavorato singolarmente a partire dal lavaggio fino al prodotto ultimato. I nostri tartufi vengono raccolti quando hanno raggiunto un ottima maturazione, per ottenere una qualità eccellente. Il nostro obbiettivo è dare la possibilità a tutti di riscoprire il vero tartufo di qualità, mantenendo i prezzi per tutti, ed una qualità superiore».(a.mo.)
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