I turisti protestano, qualcuno torna a casa

Segnalazioni soprattutto a Giulianova e Martinsicuro, lamentele anche per i rifiuti abbandonati
TERAMO. Il mare scuro e maleodorante è arrivato insieme ad un divieto di balneazione e alla spazzatura portata dalle onde: in tanti, sulla costa settentrionale del teramano, da Giulianova a Martinsicuro, hanno pensato che le tre cose fossero collegate fra loro. Così si è generato il panico tra i turisti, che in massa hanno disertato l’appuntamento con il bagno in mare e hanno fatto fioccare lamentele. E c’è chi ha addirittura deciso di interrompere la propria vacanza al mare. Anche quest’anno, del resto, solo Tortoreto ha ottenuto la sua Bandiera Blu, mentre Giulianova, Alba Adriatica e Martinsicuro non hanno ancora ricostruito un rapporto sereno con il proprio mare, dopo anni di casi di inquinamento da batteri fecali proveniente dai fiumi. Il caso del divieto di balneazione alla foce del torrente Vibrata di fine giugno, che ha provocato il divieto di balneazione nelle due sponde di Martinsicuro ed Alba Adriatica, quindi, ha rigettato nel caos e nel dramma una costa che quest’anno si stava abituando ad un mare trasparente e di qualità impeccabile che faceva ben sperare. E’ in questa fase delicata, che sono arrivate pure le microalghe a peggiorare la situazione: le prime segnalazioni di macchie scure e maleodoranti sono arrivate poche ore prima dell’ordinanza del due luglio con cui anche ad Alba Adriatica, dopo Martinsicuro, si revocava il divieto di balneazione grazie al risultato di nuove analisi dell’Arta. I giorni seguenti, invece, ad alimentare le paure ci hanno pensato le tante segnalazioni localizzate di spazzatura che ondeggiava nel mare di color rosso, prima a Tortoreto, poi a Giulianova, infine ad Alba Adriatica: carta, buste di plastica, assorbenti femminili, tappi di bottiglia, di tutto e di più. Difficile capire la provenienza di quei rifiuti. Più facile, per i turisti, rinunciare al bagno e rovinarsi la vacanza.
Luca Tomassoni
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