«I vantaggi? Qualità e tutela ambientale»

2 Settembre 2015

PESCARA. Pasta con grano tutto abruzzese Solina o Senatore Cappelli, quello ottenuto un secolo fa per incrocio dal genetista agricolo Nazareno Strampelli. La salvaguardia della biodiversità va spesso...

PESCARA. Pasta con grano tutto abruzzese Solina o Senatore Cappelli, quello ottenuto un secolo fa per incrocio dal genetista agricolo Nazareno Strampelli. La salvaguardia della biodiversità va spesso a braccetto con la filosofia del biologico, che al recupero di specie a rischio di estinzione affianca i metodi tradizionali di coltivazione secondo i canoni postmoderni del bio. “Terra sana” è un nome che la dice tutta, ed è una delle organizzazioni abruzzesi di punta nel mondo del biologico, con 70 aziende associate. L'arcano del biologico, un sistema multidisciplinare per ottenere prodotti senza controindicazioni per la salute, lo spiega il presidente Andrea Ronchitelli: «Non è un caso che tutto il sistema agricolo europeo tende al biologico, che del resto ha fatto registrare un incremento del 100% soltanto negli ultimi vent'anni. Il bio è un sistema, un approccio regolamentato in ogni dettaglio, dove la soddisfazione del consumatore ha per premessa l'orgoglio del produttore che sforna un prodotto ad alto valore aggiunto. C'è poi per i protagonisti su entrambi i versanti», prosegue il presidente di Terra sana, «la consapevolezza di contribuire alla tutela dell'ecosistema». La vitivinicoltura abruzzese, registrano a Terra sana, ha fatto un ingresso in grande spolvero nel mondo delle produzioni biologiche. «Con il Regolamento Ue 2013 del 2012», racconta Ronchitelli, «è andata in soffitta la vaga menzione delle “uve biologiche” nelle etichette, sostituita dalla dicitura “bio” che certifica l'adesione ai protocolli non solo delle materie di partenza, ma anche del processo produttivo. Tutto questo in un quadro fortemente informatizzato attraverso il Sian, il Sistema informativo agricolo nazionale, in grado di prevenire le frodi che con il cartaceo erano all'ordine del giorno».

Da Coldiretti regionale il responsabile del settore olio e presidente di Abruzzo Oleum, Luciano Di Massimo, commenta che «a simboleggiare il bio abruzzese c'è proprio l'olio, che è presente nel 90% dei terreni coltivati e rappresenta quindi la tendenza al bio. Olio certificato o almeno Dop sono la norma, e non è una stravaganza che il prezzo dell'olio di pregio si aggiri tra il 50 e il 60 per cento in più degli analoghi prodotti ottenuti con materie prime e procedimenti convenzionali». (f.b.)

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