I vescovi non “assolvono” Ombrina mare

18 Settembre 2015

Mons. Valentinetti: «L’ad Morandi ha provato a convincerci, ma noi speriamo che il progetto si fermi»

PESCARA. «Abbiamo ancora speranze che il progetto di trivellazione sia revocabile e confidiamo di aver nuovamente reinterpretato il pensiero della nostra gente e il dovere, umano e di conseguenza cristiano, di salvaguardare l'ambiente e il bene pubblico e comune»: i vescovi della Conferenza episcopale abruzzese-molisana (Ceam) tengono duro e non “assolvono” l’amministratore delegato della Rockhopper Italia Spa Sergio Morandi che li ha voluti incontrare relativamente al progetto petrolifero d “Ombrina mare” che la multinazionale intende realizzare al largo della costa teatina.

Un incontro chiarificatore, come lo definiscono i vescovi e nel corso del quale la Chiesa ha ribadito il suo “no” a Ombrina.

«Il dottor Morandi ci ha chiesto un incontro», spiega monsignor Tommaso Valentinetti arcivescovo di Pescara-Penne e presidente Ceam, «e in occasione della riunione mensile abbiamo accolto la proposta di sederci faccia a faccia con lui».

I vescovi hanno ascoltato, ma non hanno cambiato opinione sul progetto Ombrina, opionione contraria ed espressa più volte. Ma non è finita qui. I vescovi, infatti hanno chiesto di essere tenuti al corrente sulle eventuali evoluzioni. «Nonostante l’amministratore delegato della Rockhopper», conclude Valentinetti interpretando il pensiero di tutti i confratelli, «abbia provato a confortarci sulla bontà del progetto, i vescovi di Abruzzo e Molise rimangono fermi sulle loro posizioni. Del resto seguiamo la situazione da anni e più volte abbiamopreso posizione a riguardo anche attraverso documenti pastorali, avevamo anche strappato promesse dai politici locali in un convegno pubblico e ci sembra giusto che tali impegni vengano mantenuti».