I vincitori del Pegaso: «Un onore, ci saremo»

Signore della scena come Lazzarini e Cuccarini, conferme come Favino e Leo: il palmarès di una «edizione coraggiosa»
Un sì immediato e festoso: il Premio internazionale Flaiano è «un orgoglio» per nomi del cinema, del teatro, della televisione, della radio e del giornalismo dall’Italia e dal mondo.
A raccontare come i Pegaso d’Oro di questa 47ª complicata e coraggiosa edizione della kermesse dedicata al grande sceneggiatore e scrittore pescarese siano stati accolti dai vincitori è Carla Tiboni: «Tutti hanno avuto un moto spontaneo di gioia alla comunicazione e tutti hanno accettato senza esitare, nonostante il periodo delicato, di venire a Pescara al galà per la consegna. Questo ci rende fieri e sempre più coscienti del cammino fatto», ha detto la presidente dei Premi all’incontro con la stampa per l’annuncio dei vincitori, tenuto in Comune a fianco del sindaco Carlo Masci e dell’assessore alla cultura Maria Rita Sacconi Paone, «felici di esserci e di sostenere una manifestazione identitaria che proietta la nostra città a livello internazionale».
Cinema Così ci saranno tutti la sera di domenica 5 luglio al teatro D’Annunzio, a cominciare da Helen Mirren: l’attrice è partita già ieri dagli Stati Uniti per sobbarcarsi ore e ore di macchina per raggiungere l’aeroporto, visto che i voli interni negli Usa sono sospesi causa pandemia, e volare fino in Italia e nel capoluogo adriatico riceverà il suo Premio alla carriera, lo stesso assegnato in questo 2020 ad Aldo Giovanni e Giacomo. Il Pegaso per la sceneggiatura lo riceveranno Mario Martone e Ippolita Di Majo per il film Il sindaco del rione Sanità: «Nel rispetto di Eduardo, un cambio di passo e di linguaggio che accende lampi di eccezionale reinterpretazione creativa», motiva la giuria dei Flaiano. Con il film “La paranza dei bambini” Premio regia a Claudio Giovannesi, «tra gli autori più coraggiosi, innovativi, attenti al sociale e ai giovani della nuova generazione». Si conferma il periodo professionalmente strepitoso di Pierfrancesco Favino, miglior attore per Hammamet: «Un premio all’eccellenza e a una professionalità eccezionale dimostrata anche con una capacità mimetica, che ha aggiunto realismo a una rappresentazione che ha conquistato l’Italia e il mondo».
Migliore attrice Lunetta Savino che regala ad un piccolo film indipendente come Rosa, «un’interpretazione intima di rara sensibilità, che si aggiunge a quelle più riuscite di un’attrice poliedrica, molto popolare e amata dal grande pubblico per i ruoli brillanti».
Teatro Nel palmarès dei Flaiano splende ora il nome di Giulia Lazzarini. Straordinaria per intensità e versatilità, sottile e intelligente verve comica, una misurata gestualità e una sensibilità rara, l’artista milanese amata e diretta da prestigiosi registi di teatro, prosa televisiva e cinema (Strehler, Ronconi, Bolchi, Moretti tra i tanti altri) viene premiata per l’interpretazione di Abby Brewster, nella bella e particolare riscrittura di Glejieses di Arsenico e vecchi merletti, di Joseph Kesselring, al fianco di un’altra signora del teatro come Annamaria Guarnieri. E continuando la carrellata tra le regine del palcoscenico ecco il Premio alla carriera per Paola Quattrini, da bimba prodigio nel cinema italiano a una delle attrici più complete, in grado di passare dai testi di Ionesco, Sartre, Tennessee Williamms Diego Fabbri, Pasolini, Rocco Familiari, alle commedie musicali di Garinei e Giovannini e alle pièce comiche. Premio alla carriera al maschile a Edoardo Siravo: oltre 150 spettacoli per uno degli attori più intelligenti e più ricchi di talento della sua generazione, capace di affrontare dai tragici greci a Seneca, da Shakespeare e Marlowe fino agli autori del “siglo de oro” spagnolo per arrivare a Cechov, Strindberg Pirandello, Eliot e Beckett.
Tra gli esponenti della migliore tradizione di interpretazione amorevole e creativa dei testi, Valerio Binasco, Premio regia per lo spettacolo Rumori fuori scena. Miglior protagonista per Un tram che si chiama desiderio Daniele Pecci, attore nato in teatro che ha conosciuto in televisione un successo consolidato in parecchie serie.
Sempre frizzante e radiosa Lorella Cuccarini premiata per i musical Grease, un grandissimo successo replicato anche vent’anni dopo l’esordio del 1997, e Turandot che ha segnato una ulteriore tappa del suo talento di interprete matura e completa. E restando sul filone dello spettacolo musicale ad Alessandro Longobardi, direttore del Teatro Brancaccio di Roma, Premio speciale «per il grande lavoro di promozione del genere musical».
Tv, radio e giornalismo Per aver saputo creare, nei venti anni dalla prima messa in onda del commissario Montalbano, la serie più seguita del panorama televisivo contemporaneo italiano, va ad Alberto Sironi il Premio regia alla memoria. Alessandro Fabbri ha «brillantemente raccontato nella serie Il Processo le dinamiche del dibattimento penale italiano con l’uso di due soli punti di vista, accusa e difesa», questo il motivo del Premio sceneggiatura.
Edoardo Leo quest’anno incassa il Flaiano per l’interpretazione nella serie Ognuno è perfetto, in cui ha mostrato al vasto pubblico televisivo della serie «che recuperare la capacità di ascoltare l’altro, anche quando è “diverso” è l’unico modo possibile per recuperare la capacità di ascoltare se stessi».
A Vanessa Scalera, intensa attrice teatrale e cinematografica (ha lavorato con registi come Marco Bellocchio, Nanni Moretti , Marco Tullio Giordana) va il Premio interpretazione per la serie Imma Tataranni – Sostituto procuratore” Il miglior programma è il sempre più seguito e appassionante Tv Talk con il premio al suo conduttore e ideatore Massimo Bernardini che svela i meccanismi dei successi e insuccessi televisivi con garbo e competenza, circondato da una redazione eccellente. A Licia Colò, al suo impegno della prima ora per l’ambiente e al suo Eden - Un pianeta da salvare il Premio miglior programma culturale. Luca Barbarossa inedito conduttore vede premiato come Miglior programma radio “Radio2 Social Club” che ha capitanato «in tempi pesanti, tristi e sospesi regalando agli ascoltatori il sorriso, l’armonia e la leggerezza senza mai essere superficiale o banale».
All’ex direttore di Repubblica e giornalista sotto scorta Carlo Verdelli il Premio alla carriera. Premio speciale fotogiornalismo a Marzio Toniolo, maestro elementare che ha saputo raccontare al mondo attraverso le sue foto, con l’occhio del reporter più esperto, ma anche con la semplicità di chi vive quello di cui parla, la vita quotidiana nella prima zona rossa italiana.
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