Il bocconotto a tavola a Londra

Il dolce di Castel Frentano sarà servito in un ristorante della City
CASTEL FRENTANO. Il bocconotto castellino sbarca a Londra. Da oggi i clienti del ristorante “Nuvola”, in Euston Road, possono degustare il “principe” dei dolci abruzzesi. Promotore dell’iniziativa è Pierino Bucci, titolare della “Bottega del Bocconotto” di Castel Frentano.
«Quest’estate ho conosciuto Pierpaolo Iasci, di Badia di Frisa, che gestisce il “Nuvola” nel quartiere della City, zona economica, di Londra. Giorni fa, insieme al mio staff siamo stati ospiti nel suo locale, dove abbiamo presentato il nostro prodotto ai clienti. Abbiamo avuto un buon riscontro e da domani (oggi per chi legge, ndc) i nostri bocconotti andranno tutte le settimane a Londra».
Bucci è un giovane imprenditore che ha “ereditato” la cultura per il bocconotto castellino da “Sabiucce”, nonna paterna: «Nel 2012 abbiamo iniziato quest’avventura; noi ci sentiamo in dovere di fare un dolce di qualità per il buon nome del paese perché dire bocconotto, è dire Castel Frentano, nei nostri dolci c’è cultura, attenzione alla nostra tradizione».
Diversi sono i paesi, non solo abruzzesi, che vantano come specificità la produzione di un “bocconotto”, ma ciò che fa di quello castellino una vera prelibatezza è il suo ripieno: cioccolata. Il “bocconotto castellino o di Castel Frentano” – la cui ricetta nel 1997 è stata codificata da un notaio, su proposta dell’Accademia Italiana della Cucina, delegazione di Lanciano – fa parte, come riconosciuto dal ministero delle Politiche agricole sulla Gazzetta ufficiale, dei prodotti di nicchia italiani.
Il dolce castellino è un pasticcio di pasta frolla, di forma tronco-conica rovesciata, data da specifiche formette in rame, alluminio o acciaio, ripieno di cioccolato e mandorle tostate; il suo diametro è di sei-sette centimetri e un’altezza di due-tre centimetri. La ricetta prevede per 100 bocconotti: per il ripieno, 3 litri d’acqua, un chilo di zucchero, uno di cioccolato e uno di mandorle tostate e triturate finemente, aroma di cannella e 20 rossi d’uovo; per la pasta frolla, 40 rossi d’uovo, 1 chilo di zucchero, mezzo litro d’olio d’oliva, un bicchiere di liquore dolce, bucce di due limoni grattugiate, farina al bisogno. Complicata la tecnica della lavorazione che sicuramente racchiude il vero “segreto”.
La tradizione orale vuole che questo dolce abbia avuto origine, su una base comune ad altre regioni, alla fine del 1700 nelle famiglie nobili del paese per poi passare, tra la gente comune, all’inizio dell'Ottocento. Dalla "Piazza", nucleo storico di Castel Nuovo (nome del paese fino al 1863) la popolarità del bocconotto è cresciuta tanto da arrivare al centro di Londra.
Matteo Del Nobile
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