Il boom dei Parchi avventura

31 Luglio 2015

Emozioni abbinate al fresco attirano sempre più clienti. E sulla Maiella c’è la riscoperta degli eremi

L’AQUILA. E’ a misura di famiglia e di bambini (l’80% del target), ma anche pensato per adulti appassionati di sport estremi, o per chi vuole fuggire dal caldo e provare emozioni forti.

Il Parco del Colonnello è uno degli ultimi arrivati fra i parchi avventura montani in Abruzzo. È alla quarta estate di vita. Offre sei percorsi acrobatici con diversi gradi di difficoltà, in cui mettersi alla prova su ponti tibetani, teleferiche e pedane sospese tra i 2 e i 10 metri di altezza. Si trova a Carsoli. Dal Lazio arriva la maggior parte dei suoi visitatori, «anche se negli ultimi due anni sono aumentati quelli dall’Abruzzo e dal centro Italia», spiega il titolare, Maurizio Giuseppini, architetto di 39 anni che ha deciso di buttarsi in una nuova storia imprenditoriale per vincere la crisi del suo settore. E ne è nato un parco montano che ha un giro di fatturato annuo partito da 35mila euro, salito nel giro di poco a 40mila euro e in crescita.

Quello dei parchi avventura e delle attività montane estive non è un turismo di massa. «Un settore che per crescere ha bisogno che tutti gli operatori si mettano in rete», spiega Giuseppini, «perché il visitatore che viene oggi, poi desidera sapere domani che cosa potrà fare. E dobbiamo essere pronti a far conoscere anche altre iniziative». Ecco perché per i ragazzi del Parco di Carsoli è importante la collaborazione con le associazioni locali, come “Ricovery energy”.

Un settore quello dei parchi avventura, che risente molto del clima. «Lavoriamo fino a novembre, per 80 giorni lavorativi circa», aggiunge, «la maggior parte dei visitatori si concentra nei weekend e dalla prima all’ultima domenica di agosto».

Un format tutto nuovo, nato a giugno è, invece, quello del Maiella walking nato ad opera di due associazioni (“Maiella verde” e “Terre Pescaresi”) che hanno realizzato diversi itinerari e pacchetti turistici con un filo conduttore: la montagna e gli eremi della Maiella legati alla figura di Celestino V, cavalcando «la moda del cammino, che si diffonde sempre di più anche in Italia», spiega Carlo Ricci, uno dei quattro componenti fissi dello staff dell’associazione. Non solo: i giovani di Maiella walking hanno realizzato una guida agli itinerari particolare. «Si chiama “road book” e descrive il percorso passo dopo passo, aiutando gli escursionisti a non perdersi e ad affrontare la camminata anche in autonomia».

C’è inoltrre la possibilità di pernottare nelle strutture ricettive dei borghi della Maiella. come Roccamorice, Decontra (contrada di Caramanico) e Pretoro.

Marianna Gianforte

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