Il Bosco di don Venanzio un modello di sviluppo

Gare podistiche, mountain biking, cross country a cavallo, ciclocross la riserva naturale di Pollutri è un piccolo gioiello ambientale e turistico
POLLUTRI. Ventimila presenze nell'arco degli ultimi 6-7 mesi, da Pasqua a ottobre inoltrato, possono ben dirsi un record per un'area protetta di piccole dimensioni inserita non in un maestoso paesaggio montano, bensì in un'area costiera densamente antropizzata. Parliamo del Bosco di don Venanzio, straordinaria oasi naturale nel territorio di Pollutri (località Crivella), antico borgo della costa vastese a un tiro di schioppo dalla Costa dei Trabocchi. A due passi dal mare e facilmente raggiungibile dall'uscita del casello dell'A14 Vasto Nord-Casalbordino, il Bosco di don Venanzio gode da qualche stagione dell'allegro e popolare viavai di famiglie e comitive di gitanti.
La domenica e i festivi in modo particolare, racconta il direttore Mario Pellegrini, l'area è presa letteralmente d'assalto per le possibilità di svago all'aria aperta che offre: area pic-nic e punto ristoro attrezzato, gare podistiche, mountain biking, cross country a cavallo, ciclocross, nordic walking, escursioni e visite guidate, campi scuola e attività didattiche. Oltre ad essere richiesta, grazie al moderno auditorium di circa 200 posti di cui è dotata, per attività olistiche, appuntamenti culturali, corsi di formazione e di educazione ambientale, feste di compleanno «e perfino un matrimomio» aggiunge divertito. «Se avessimo chiesto di far pagare l'ingresso a quest'ora saremmo ricchi, ma abbiamo scelto di no» ci racconta. «Con l'affitto delle strutture riusciamo a coprire buona parte delle spese di gestione e manutenzione. Le varie attività danno lavoro a 6 impiegati a tempo pieno quasi tutto l'anno».
Naturalista e ambientalista attivo dalla prima ora sulla Maiella orientale, Mario Pellegrini ha diretto la riserva regionale Lago di Serranella, è direttore tecnico-scientifico dell'Abetina di Rosello e da 5 anni a questa parte del Bosco di Don Venanzio, riserva naturale della Regione Abruzzo dal 1999. Il Bosco è così chiamato dal nome dell'ultimo proprietario, Venanzio Di Virgilio che nel 1986 lo cedette al comune di Pollutri. L’accesso al bosco si trova in prossimità di un antico casolare, la Casina di don Venanzio, in origine casino di caccia dei Marchesi D'Avalos signori di Vasto, oggi adibito a centro visite con annesso museo del bosco. Dal pregevole edificio si dirama la rete di sentieri che consentono l'agevole accesso del pubblico. Uno di questi di integra con il percorso inaugurato a fine ottobre con il Cai di Vasto per collegare il Bosco con la limitrofa riserva di Punta Aderci fiancheggiando il fiume Sinello, in tutto 15 km di passeggiata alla portata di tutti quelli che non hanno fretta. «Sarà per la comodità dell'accesso dall'autostrada, per i servizi offerti» riflette Angela Natale, a capo della cooperativa Sagrus che gestisce la riserva per conto del Comune «che il Bosco ha fidelizzato una larga parte di utenza con presenze assidue in buona parte dell'anno».
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