Il Colline teramane cambia nome

13 Gennaio 2016

La dicitura “Montepulciano d’Abruzzo” passa in secondo piano. Vietato imbottigliare fuori provincia

MOSCIANO SANT’ANGELO. La Docg teramana cambia nome. Quello approvato ieri nell’audizione pubblica nella sede del consorzio di tutela “Montepulciano d’Abruzzo Colline teramane” è più che altro un cambio della filosofia alla base della produzione ma anche della commercializzazione del vino. Ieri mattina è stato compiuto un ulteriore passo burocratico verso il definitivo cambio del disciplinare alla base della produzione della prima Docg d’Abruzzo. C’è stata prima un’assemblea dei produttori che hanno approvato all’unanimità di anteporre il “Colline teramane” al Montepulciano d’Abruzzo”. Nell’audizione di ieri hanno verificato che nessuno vuole opporsi.

Non solo: il disciplinare riporterà anche un vincolo molto importante: il vino prodotto nel Teramano potrà essere imbottigliato solo nel Teramano. «La filiera del vino è composta da produttori, vinificatori e imbottigliatori», spiega il presidente del consorzio, Alessandro Nicodemi, «e 7 bottiglie su 10 sono imbottigliate e commercializzate fuori Abruzzo. E considerando che la ricchezza reale è in mano a chi vende la bottiglia, il vero valore aggiunto della nostra denominazione ricade fuori d’Abruzzo». Per dare un’idea: il vino sfuso venduto agli imbottigliatori costa circa 0,70 centesimi al litro; lo stesso vino in bottiglia costa un minimo di 3-5 euro.

C’è da dire che per fortuna i produttori teramani, anche per la loro storia e la loro dimensione, non vendono vino sfuso fuori, soprattutto in Veneto e Lombardia, come invece accade altrove, soprattutto nel Chietino. La modifica del disciplinare, dunque, è più una forma di tutela per il futuro, che altro. Il vino imbottigliato “Colline teramane” è in aumento: nel periodo gennaio-settembre 2015 gli ettolitri sono stati 1.947, contro i 1.406 dello stesso periodo del 2014 (+38%). E tutto è stato imbottigliato in loco. Una notevole differenza, ad esempio, rispetto al Montepuciano d’Abruzzo: da gennaio a settembre 2015 sono stati prodotti 501.855 ettolitri (493.998 nello stesso periodo del 2014) ma 305.403 sono stati imbottigliati fuori regione, il 61%. «Oggi abbiamo sancito quello che secondo me è un anello mancante: l’imbottigliamento va fatta nella zona d’origine», rincara il presidente, «questo rafforza il valore materiale del brand territoriale, con cui insieme al vino si trasmette il territorio di competenza. Ed è proprio per rafforzare il concetto vino-territorio che abbiamo anteposto il “Colline teramane”. In una parola: il Montepulciano d’Abruzzo non può raggruppare 150 milioni di bottiglie: non è credibile nè come viticultura nè come vino di qualità. Basta vedere quel che accade in Toscana, che si qualifica con Brunello, Chianti, Chianti Classico, Vino Nobile, Morellino e Vernaccia di San Gimignano. Perché l’Abruzzo deve massificare l’intera produzione? Abbiamo svariate sfaccettature, esaltiamole: tutte insieme faranno la grandezza dell’Abruzzo enologico». Da qui la scelta di anteporre il “Colline teramane” oltre che per prevenire un futuro intervento dell’Europa i cui regolamenti tutelano ormai la zona d'origine e non il vitigno. «La scelta del consorzio teramano è coraggiosa e lungimirante», ha commentato l’assessore regionale all’agricoltura Dino Pepe nell’apertura dei lavori, «perché antepone il territorio al vitigno, oltre a stimolare l'imbottigliamento all'interno del territorio. E’ una riflessione da fare su tutto il territorio regionale. Anche per evitare di subire la colonizzazione dei grandi imprenditori del Nord. L'identità territoriale è fondamentale per essere competitivi sui mercati nazionali e internazionali». All’audizione hanno partecipato anche Michele Alessi e Nicola di Medio del ministero, Giuseppe Cavaliere, Giovanni Angarano e Maurizio Odoardi della Regione, oltre ovviamente al direttore del consorzio Gianfranco Rosa. Il cambio definitivo del disciplinare si concretizzerà a febbraio con il passaggio al comitato nazionale vini, la successiva pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale che aprirà la strada al decreto di approvazione.

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