Il Consiglio di Stato decide No ai rimborsi alla Fondazione
PESCARA . Cala il sipario sulla vicenda della ex Carichieti. La sesta sezione del Consiglio di Stato, infatti, ha respinto il ricorso presentato dalla Fondazione Chieti-Abruzzo e Molise che chiedeva...
PESCARA . Cala il sipario sulla vicenda della ex Carichieti. La sesta sezione del Consiglio di Stato, infatti, ha respinto il ricorso presentato dalla Fondazione Chieti-Abruzzo e Molise che chiedeva l’annullamento della del provvedimento con il quale la Banca d’Italia, nel 2015, aveva avviato la “risoluzione” di Carichieti, all’epoca in amministrazione straordinaria, e del decreto (sempre del 2015) del Ministero dell’Economia con il quale la banca era stata sottoposta a liquidazione coatta amministrativa. La Fondazione aveva chiesto anche il risarcimento del « danno subito in conseguenza di detti provvedimenti». Già in primo grado, nel 2016, il Tar Lazio aveva respinto un ricorso dai contenuti analoghi. La Fondazione aveva formulato domanda di risarcimento danni, contestando, tra l’altro, oltre alla “risoluzione” della banca, anche i criteri utilizzati per la valutazione delle perdite patrimoniali e dei crediti in sofferenza, dal momento che la Banca d’Italia non aveva inteso «nominare l’esperto indipendente per la redazione della valutazione definitiva». I giudici amministrativi hanno evidenziato, innanzitutto, che la procedura di risoluzione «ha completamente esaurito i propri effetti, essendosi definitivamente concluso il procedimento di vendita della Nuova Carichieti all’Unione di Banche Italiane S.p.A», e che «ha avuto termine l’articolato procedimento di risanamento della banca». In quanto alla richiesta del risarcimento del danno, i giudici hanno osservato che «l’appellante non ha assolto al benché minimo onere probatorio finanche di allegazione del pregiudizio patrimoniale sofferto». Il ricorso è stato ritenuto in parte improcedibile «e in parte infondato». (a.bag.)

