«Il dolore di subire un esproprio e l’arroganza del Comune»

13 Luglio 2014

Qualche settimana fa, il vostro giornale riportava in prima pagina tale area corredata dal titolo "L'area del ponte Camuzzi..." Sono la moglie dell'Architetto Paolo Liberatoscioli, contitolare della...

Qualche settimana fa, il vostro giornale riportava in prima pagina tale area corredata dal titolo "L'area del ponte Camuzzi..."

Sono la moglie dell'Architetto Paolo Liberatoscioli, contitolare della Ditta Generalmarmi Liberatoscioli. Sono stata sindaco di Ofena (L'Aquila) per due mandati elettorali dal 2001 al 2011. Anche a me, il mio predecessore espropriò un terreno e oltre a non essere mai stata risarcita, l'accaduto ingenerò un grande dolore a mio padre, dolore che mi ha fatto decidere di candidarmi a sindaco dal mio paese d'origine, affinchè in futuro non si determinasse più che un'amministrazione comunale si comportasse da spregiudicato ed arrogante predatore nei confronti dei cittadini.

Infatti, anche a seguito del terremoto del 6 aprile 2009, in qualità di sindaco di un Comune incluso nel cratere sismico, non ho voluto realizzare le cosiddette casette, perché avrei dovuto espropriare terreni privati che il mio Comune non sarebbe stato in grado di risarcire. Spendendo un terzo degli altri comuni, a detta della protezione civile rappresentata da Bertolaso, ho ristrutturato e messo a norma il patrimonio degli enti pubblici: ex case Anas, case Ater vuote, e case di proprietà del Comune, in cui adesso abitano le famiglie più colpite e da cui gli enti, riscuotono affitti considerevoli.

La famiglia di mio marito, in passato è stata oggetto di altri espropri: parte di via Perugia a Pescara che era privata; parte dell'area ampia della scuola elementare di via Del Concilio, e parte dell'area del palazzo Liberatoscioli in via Firenze, n. 4, che ha permesso una maggiore larghezza di carreggiata rispetto al proseguimento della stessa via ben più stretta. Il tutto senza alcun indennizzo negli anni passati. Che l'area Liberatoscioli 3000 mq. erano sottoposti a vincoli, si sapeva; ma che alcuni dipendenti comunali che si sono presentati sul posto, con tono arrogante e perentorio per prendere possesso dell'area si siano comportati così non lo accettiamo. Addirittura, per la posa della prima pietra il sindaco Mascia ha divelto l'insegna dell'azienda, che aveva già pagato la tassa pubblicitaria al Comune. Ad oggi, non si è visto alcun rimborso per il 2014. La sceneggiata della posa della prima pietra, si doveva fare proprio davanti a quell'insegna...?

Ora con nota scritta si segnalerà il comportamento scorretto e privo di alcuna sensibilità nei confronti di alcuni dipendenti comunali che hanno già annunciato che nello spazio antistante la Generalmarmi ci dovranno sostare tutti i mezzi comunali o delle imprese interessate alla realizzazione del nuovo ponte, ostruendo gli accessi all'azienda da parte di tutta la clientela.

Quindi saranno occupate altre aree al di fuori di quella lungofiume ora espropriate.

Qualcuno dovrà risarcire il disagio e la eventuale chiusura della ditta, operativa dal 1929 in Pescara! Adesso, ci si appella al sindaco Alessandrini affinchè il prosieguo del rapporto avvenga in modo civile e corretto, e ci si appella al vostro giornale affinchè non si faccia più pubblicità alle Torre Camuzzi che non hanno ceduto nessun'area e che traggono solo tanta pubblicità gratuita ogni volta che si parla del nuovo ponte, che sarà largo circa 45 metri, 4 corsie d'autostrada più due piste ciclabili che scenderanno in corrispondenza di Liberatoscioli sulla larghezza dell'attuale viabilità senza ricollegarsi a “nulla”.

Cordiali saluti

Anna Rita Coletti

©RIPRODUZIONE RISERVATA