Il lavoro preferito? Nell’agroalimentare

3 Novembre 2014

PESCARA. Per oltre un abruzzese su 2 (54%) il Made in Italy è un fattore importante per lo sviluppo dell’intero Paese e non a caso ben un abruzzese su 3 (41,5%) sogna di trovare lavoro nel “Made in...

PESCARA. Per oltre un abruzzese su 2 (54%) il Made in Italy è un fattore importante per lo sviluppo dell’intero Paese e non a caso ben un abruzzese su 3 (41,5%) sogna di trovare lavoro nel “Made in Italy” e nello specifico nell’agro-alimentare (29%). Eccellenza (22%), qualità (21%) e creatività (17,5%) sono le caratteristiche che permettono al Made in Italy di fare la differenza nel mondo. Tuttavia ben un abruzzese su 3 (34%) ritiene che l’Italia non sa sfruttare le sue eccellenze. Per valorizzarle il 25% degli universitari propone di trasformare il Made in Italy in un’esperienza da vivere, sviluppare una riforma dell’istruzione (18,5%) per insegnare nelle scuole il vero valore delle eccellenze italiane, potenziare il digitale per permettere alle aziende più piccole di affacciarsi su altri mercati (13%).

E’ quanto emerge da una ricerca promossa dal Gruppo Sanpellegrino in occasione del secondo Premio Sanpellegrino Campus, condotta su 10.556 tra laureati e studenti universitari italiani – dei quali circa 400 abruzzesi – per capire desideri, aspettative professionali e proposte nei confronti del Made in Italy e le loro attese su Expo 2015.

Ma cos’è davvero per questi studenti l il Made in Italy? Ben il 42,5% lo ritiene un marchio, prodotti e tradizioni da tutelare e difendere, mentre per il 20% è un’opportunità economica da valorizzare. Per il 15,5% poi rappresenta un tesoro che tutto il mondo ci invidia mentre per il 10,5% incarna l’orgoglio di sentirsi italiani all’estero.