«Il mare è una risorsa va tutelato da ogni abuso»

20 Luglio 2015

Oggi a Ortona le celebrazioni per i 150 anni delle Capitanerie di porto «Condividiamo timori e aspettative della gente di mare, con l’orgoglio di servirli»

PESCARA. La Capitaneria di porto compie 150 anni e festeggia, oggi dalle 19,30, in piazza Teatro Tosti a Ortona: «Sono 150 anni che condividiamo timori e aspettative della gente di mare e, attraverso le nostre ordinanze, ci impegniamo per adeguare le norme alle esigenze locali. La festa di oggi è una condivisione con la nostra gente, a partire dai pescatori fino ai cluster marittimi, per dire grazie a tutti loro e dimostrare l’orgoglio di servirli», così dice Enrico Moretti, capitano di vascello e direttore marittimo dell’Abruzzo e Molise. Comandante in seconda della Capitaneria di Pescara dal 1988 al 2006, dirigente a Roma e Savona e dal 2014 ancora a Pescara con l’incarico più prestigioso ma difficile per l’emergenza dragaggio, Moretti racconta la vita nei porti, nel mare e sulle spiagge abruzzesi risalendo la filiera della pesca. «Abbiamo tre porti importanti per l’hinterland: Ortona e Vasto svolgono in pieno la propria vocazione industriale, mentre Pescara è orientata al traffico passeggeri anche se deve fare i conti con il fondale».

Comandante, Pescara è sempre un’emergenza?

«Pescara ha un porto alla foce del fiume e, oltre a questo, si riscontra anche una cattiva gestione risalente al passato. Di conseguenza, per garantire la funzionalità del porto, è necessario eseguire dragaggi costanti e saltarli anche un solo anno significa peggiorare la qualità dei sedimenti che si accumulano nel canale e aumentare poi la spesa per i successivi dragaggi. Inoltre, l’attuale conformazione del porto accentua l’insabbiamento».

Viste queste premesse qual è il messaggio alla flotta pescarese?

«Continuare ad avere pazienza perché tutte le amministrazioni che hanno titolo vogliono risolvere il problema. Sta per essere approvato il Piano regolatore portuale e si troveranno le risorse per risolvere le inadeguatezze strutturali e diminuire, in seguito, le necessità di dragaggi. Noi ci impegneremo affinché questo avvenga e affinché Pescara possa recitare una funzione importante nel settore del transito passeggeri visto che dall’autostrada si arriva fino ai garage delle navi».

Pescara-Hvar: il traffico passeggeri ripartirà con delle certezze?

«Il porto, nonostante i problemi di fondale, non è stato mai impraticabile anche durante lo scorso inverno. Se quest’anno non è tornato lo stesso vettore che trasportava persone e mezzi, ma ci sarà il Croazia Jet solo per le persone, è stato solo per una scelta imprenditoriale dell’armatore».

La pesca è ancora un settore in difficoltà?

«È un settore in perenne difficoltà. Ora, per dirne una, la marineria è in subbuglio per i divieti di pesca nella fossa di Pomo, una zona profonda antistante la costa pescarese dove si riproducono nasello e gambero. Una marineria che, però, noi supportiamo. Noi vogliamo sicurezza intesa non come gabbia ma un elemento di crescita e sviluppo».

Dal mare alla terraferma, i vostri controlli seguono l’intera filiera della pesca?

«Lo facciamo per tutelare il consumatore che potrebbe essere truffato con del prodotto congelato al posto del fresco o con pesce meno pregiato spacciato per un'altra specie. Ma quello che ci preme davvero è la tutela della risorsa ittica: noi controlliamo la filiera, dal peschereccio fino al piatto. Non devono esserci prelievi indiscriminati di pesci giovani per garantire le stesse possibilità alle generazioni future ».

In Abruzzo la vostra attività ha documentato il contrabbando del tonno rosso. È un grosso affare?

«Purtroppo, nel momento in cui un’attività comporta elevato reddito e non necessita di barche e attrezzature particolari, è evidente che innesca una tentazione troppo grossa per i pescatori sportivi e diportisti di tramutare la propria attività ludica in economica, aggirando le regole e le tasse e alimentando illegalità, dalla pesca al trasporto alla commercializzazione. Il nostro è un gioco a guardia e ladri, anche se vorremmo avere elementi più forti per contrastare episodi simili, visto che la normativa ci consente solo sanzioni amministrative».

Sarete partner dei Giochi del Mediterraneo sulla spiaggia: come mai?

«Saremo special partner dei Giochi del Mediterraneo in mare e sulla spiaggia perché sono questi gli elementi che noi tuteliamo ogni giorno. E poi il Mediterraneo è un mare in cui si rispecchia l’identità dei popoli che vi si affacciano ma è anche un mare troppo spesso segnato da tragedie che rappresentano una forma di eutanasia delle coscienze di noi occidentali a pancia piena, e morte delle speranze di chi cerca un mondo migliore. Noi partecipiamo per lanciare un messaggio di pace, libertà e solidarietà».

I controlli sulle spiagge?

«L’estate è il momento di sublimazione delle nostre attività e d’estate vogliamo essere più vicini alle persone: per questo abbiamo aperto uno sportello al Marina di Pescara per andare incontro alle esigenze dei diportisti; per questo siamo sulle spiagge, non in uniforme ma in bermuda e polo, per trasmettere sensazioni di sicurezza e fare interventi discreti e dettati dal buon senso. Noi non cerchiamo le luci della ribalta. Siamo gli angeli del Mare come ci ha definiti Papa Benedetto XVI».

©RIPRODUZIONE RISERVATA