«Il mio lavoro a Barcellona con Garanzia Giovani»

3 Febbraio 2016

Marianna Mincarelli, teramana laureata in architettura, è fra i primi giovani ad aver usufruito dei tirocini extracurriculari previsti dalla Regione

TERAMO. «Sono francese, spagnolo, inglese, danese. Non sono uno, ma una moltitudine. Sono come l'Europa, sono tutto questo, sono il caos». Come nel film “L'Appartamento spagnolo”, dove il protagonista, nella sua esperienza Erasmus a Barcellona, elogia la vita in comune passando dal conformismo quotidiano alla scoperta di un'altra modalità di vita e di aspetti di sé che non conosceva. Così Marianna Mincarelli con il suo tirocinio a Barcellona assorbe tutto ciò che la circonda: «Ho conosciuto menti brillanti provenienti da altri paesi che mi hanno trasmesso un nuovo metodo di approccio al lavoro». Marianna è tra i primi giovani che ha usufruito dei tirocini extracurriculari all'estero previsti nella Misura 5B del programma Garanzia Giovani della Regione Abruzzo e sta svolgendo un tirocinio formativo di 6 mesi in Spagna.

«Mentre cercavo, con l'aiuto dell'ufficio Placement dell'Università degli Studi di Teramo, uno studio di architettura per svolgere il tirocinio formativo, mi sono imbattuta in questo studio a Barcellona, il Miralles Tagliabue Embt SLP: era nella lista dei soggetti ospitanti offerta dalla Regione Abruzzo». Sicuramente aver fatto già un Erasmus ed aver appreso la lingua spagnola l'ha aiutata moltissimo, ma se Marianna è riuscita ad essere presa è anche grazie alla collaborazione dell'Università di Teramo che le ha permesso, tra l'altro, di realizzare un Video CV molto professionale. «Mi sento di ringraziare in modo particolare, infatti, anche l'Ufficio Placement dell'Università di Teramo, la dottoressa Paola Serpietri e tutti i suoi colleghi e collaboratori per avermi aiutato».

Come si svolge il suo lavoro?

«Noi tirocinanti seguiamo l'intero iter d'ideazione, progettazione e realizzazione di un'opera, tutto sotto la guida di un capo progetto che ci dà le direttive per poter lavorare. Attualmente sto seguendo un progetto di un'opera che è già in fase esecutiva mentre le prime settimane che ero qui abbiamo sviluppato un progetto per un concorso di idee».

Qual è stato il suo percorso di studi?

«Sono nata a Teramo da madre e padre purosangue teramano, ma fin dai primi anni di studente ho avuto una grande propensione al viaggiare! Infatti già durante i miei studi di Ingegneria Edile-Architettura presso l'Università degli Studi dell'Aquila, dopo il terremoto del 2009 mi sono voluta allontanare per un po' dalla città e ne ho approfittato per fare l'Erasmus. Ho passato un anno a Siviglia davvero meraviglioso. Questa esperienza mi ha fatto innamorare del mio mestiere, dell'architettura, ed ha enfatizzato quella mia predisposizione, ancora un po' latente, al conoscere e scoprire nuovi luoghi e persone. Da quel momento in poi ho partecipato a molti workshop e stage sia in Italia che all'estero».

Ha avuto altre esperienze lavorative o formative all'estero?

«In realtà prima di arrivare a Barcellona con Garanzia Giovani, dopo essermi laureata ho vissuto 6 mesi a Londra. Ho deciso di passare del tempo in Inghilterra per perfezionare la lingua inglese, in attesa dell'esame di stato per l'abilitazione come Ingegnere. I primi 4 mesi ho svolto un internship in uno studio di illustrazione e design e poi, nell'ultimo periodo, ho fatto la cameriera al Victoria&Albert Museum, inoltre tutti i weekend collaboravo con una charity che stava progettando un ospedale in Pakistan».

L'esperienza a Londra non è stata però la sua prima attività lavorativa: durante il suo corso di studi all'Aquila, Marianna aveva già toccato con mano il mondo del lavoro, presso uno studio di architettura ed ingegneria, Dunamis srl, dove ha collaborato con giovani progettisti che si occupavano della ricostruzione della città danneggiata dal sisma e non solo.

Da un punto di vista socio-culturale ritrovarsi in Spagna non ha creato a Marianna alcun problema di integrazione. Non ha mai avuto la sensazione di essere troppo lontana da casa, d'altronde il nostro modo di vivere è molto simile a quello spagnolo come del resto il clima e il paesaggio. «Contribuiscono a farmi sentire così anche i miei colleghi di lavoro» continua a raccontarci - «passiamo in studio molto tempo e sto stringendo con loro dei buonissimi rapporti, condividiamo lavoro e divertimento. E' un fattore importante per l'integrazione, ci sono molti miei coetanei e come me stranieri, quindi è molto più semplice creare un gruppo affiatato. Poi l'Erasmus mi ha permesso di conoscere la lingua abbastanza bene».

Cosa si aspetta da questa esperienza e che progetti ha per il futuro?

«Credo che in questo momento storico è praticamente impossibile fare progetti a lungo termine. Certo è che sono aperta a nuove esperienze e non voglio precludermi nulla, preferirei passare ancora qualche anno all'estero per incrementare il mio curriculum con esperienze in campo internazionale. Voglio lavorare per vivere e non viceversa per cui spero di avere sempre il coraggio di cercare delle posizioni lavorative che davvero mi appaghino mentalmente, emotivamente e in città con una buona qualità della vita. Credo che ognuno di noi renda il massimo in situazioni di crisi e di rinnovamento, per questo voglio inseguire il cambiamento, almeno per adesso, e se questo implica trasferimenti, nuovi progetti, nuove case, nuovi amici e colleghi ben venga!»

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