Il Parco festeggia undici cuccioli d’orso

29 Gennaio 2019

I nati nel 2018 sono un risultato positivo in linea con l’ultimo triennio. Il presidente Carrara: ma non abbassiamo la guardia

L'AQUILA. Undici cuccioli di orso marsicano sono nati, nel 2018, nel parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Almeno quattro le femmine di orso che si sono riprodotte. Un risultato positivo, che segue il trend dell'ultimo triennio, con 10-12 nuovi piccoli esemplari venuti alla luce ogni dodici mesi. Dati frutto del monitoraggio avviato dal parco ad aprile scorso, che ha evidenziato un’importante riserva di femmine adulte. «Ma questo non deve far abbassare la guardia», avverte il presidente del parco d'Abruzzo, Lazio e Molise, Antonio Carrara.
UNDICI CUCCIOLOTTI. Il personale del parco, che ha lavorato con diverse tecniche di monitoraggio, in collaborazione con altre istituzioni e volontari, ha contato undici cuccioli di orso marsicano, nati lo scorso anno. Il monitoraggio, che segue uno specifico protocollo messo a punto dall'università di Roma, viene attuato combinando sessioni di osservazioni in simultanea e mirate, alle quali si aggiungono le osservazioni che si verificano del tutto casualmente e i dati raccolti attraverso l'uso di foto-trappole.
In ben 41 occasioni sono state osservate femmine con cuccioli: attraverso l'uso di specifici criteri spazio-temporali, per eliminare i doppi conteggi, è stato possibile distinguere quattro unità familiari, composte da tre femmine con tre cuccioli e una femmina con due cuccioli.
BUONA PRODUTTIVITÀ. Secondo i dati raccolti dal parco d'Abruzzo, Lazio e Molise «i valori massimi di produttività sono stati osservati nel 2008, 2012 e 2014, in seguito ad annate di eccezionale produzione di frutti di faggio, detti di pasciona. I numeri del 2018, così come quelli del 2016 e 2017, mostrano valori elevati e del tutto confrontabili (5-6 unità familiari e 10-11 cuccioli), pur non essendo successivi agli anni di pasciona: segno evidente che l'area del parco offre buoni livelli di produttività alimentare e che, nonostante la bassa consistenza numerica degli orsi, nella popolazione è presente una riserva importante di femmine adulte.
NON ABBASSARE LA GUARDIA. Il confronto con i dati degli ultimi dieci anni evidenzia come «il tasso riproduttivo delle femmine sia tra i più bassi osservati nell'orso bruno: mediamente una femmina fa nascere 0,2 cuccioli ogni anno. Questo», spiega la ricerca, «perché le femmine si riproducono ogni 3-4 anni. Inoltre, non più del 50% dei nati sopravvive ai primi dodici mesi. Nonostante la popolazione di orso marsicano sia numericamente ridotta, la sua densità (3-4 orsi ogni 100 km2) risulta tra le maggiori osservate per l’orso bruno».
IL FUTURO È FEMMINA. Il numero delle femmine con i piccoli è, comunque, molto basso. «Questo», spiega il presidente, Carrara, «dipende dal fatto che le femmine adulte sono poche, circa quindici, e che si riproducono ogni 3 -4 anni. Il futuro dell’orso sta, in buona parte, nella sopravvivenza delle femmine adulte e, in misura minore, in quella dei cuccioli: in caso di mortalità di una femmina adulta sono necessari più di 12 anni affinché un cucciolo femmina possa prendere il suo posto nella popolazione. Tra il 2007 e il 2018 sono morte 15 femmine, di cui 10 in età riproduttiva. Pertanto è necessario azzerare i casi di mortalità causati direttamente o indirettamente dall’uomo».
«L’importanza delle femmine riproduttive», conclude Carrara, «emerge con chiarezza anche da un recente studio pubblicato Da Ciucci e Gervasi sulle proiezioni numeriche di questa popolazione. E’ realistico ipotizzare che l’orso marsicano potrà uscire dal rischio reale di estinzione se si riuscirà ad incrementare, anche di poco, la sopravvivenza delle femmine adulte. Su questo il parco deve assicurare il massimo impegno».
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