Il piano? Meno ospedali, ma più sicuri

17 Giugno 2016

Paolucci presenta la riorganizzazione della rete e dei servizi: serviranno anche cinque nuove strutture

PESCARA. «Sull’uscita della Regione Abruzzo dal commissariamento della sanità, ora il governo può decidere se e quando vuole». Così l’assessore alla sanità Silvio Paolucci ieri alla presentazione del nuovo Piano sanitario 2016-2018, ultimo atto propedeutico alla conclusione del lungo e tormentato periodo di commissariamento durato quasi otto anni (il primo commissario nominato dal governo fu Gino Redigolo nel settembre 2008. Governava Silvio Berlusconi, ministro dell'Economia era Giulio Tremonti, ministro della Salute, Maurizio Sacconi).

Comprensibile dunque la soddisfazione di Paolucci, che ha voluto con sé in conferenza stampa i collaboratori dell’assessorato, a partire dal direttore Angelo Muraglia, il subcommissario Giuseppe Zuccatelli, il direttore dell’Agenzia sanitaria regionale Alfonso Mascitelli. Mancava il commissario e presidente della Regione Luciano D’Alfonso. Un’assenza che Paolucci ha spiegato con il viaggio istituzionale a Bruxelles, ma che i molti avversari di questo piano (avversari che sono dentro e fuori la maggioranza) hanno letto come una implicita presa di distanza. In realtà D’Alfonso non si è preoccupato molto in questi anni di prestare il suo volto al lavoro della struttura commissariale, preferendo delegare il suo assessore.

Più comprensibile il rilievo di chi mette in relazione la presentazione alla stampa del piano con il prossimo ballottaggio elettorale di domenica.

I contenuti del piano. I due obiettivi raggiunti e consolidati che porteranno la Regione (Giunta e Consiglio regionale) a riprendersi in piena autonomia la programmazione sanitaria, riguardano i Lea (i livelli essenziali di assistenza che misurano la qualità delle prestazioni erogate in relazione al costo) arrivati a quota 163 (la soglia minima è 160) e la tenuta dei conti (in pareggio dal 2010, quando governava Chiodi), che nel 2015 presenteranno un attivo di 7,1 milioni di euro a fronte di un deficit di 164 milioni registrato nel 2007.

Dentro questa forchetta di cifre c’è tutto il lavoro di tagli e di ridefinizione dei servizi e della rete ospedaliera che in questi anni ha mobilitato i partiti, i Comuni, i tanti comitati cittadini nati a difesa di questa o di quella struttura. Un lavoro di ristrutturazione che a livello di territorio è stato spesso percepito come una spoliazione di sanità, ma che il subcommissario Zuccatelli, ieri, anche in qualità di presidente dell’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ha detto di considerare ancora poco incisivo, poiché «chiamiamo ancora ospedale quello che ospedale non è».

La nuova rete ospedaliera. La strada scelta dal piano è quella di concentrare le specialità in quegli ospedali che già oggi offrono prestazioni di qualità (il taglio dei punti nascita ne è un esempio); di sviluppare la collaborazione pubblico-privato, di potenziare la rete di assistenza territoriale. La nuova rete ospedaliera prevede quattro ospedali di primo livello a Pescara, L’Aquila, Chieti, Teramo; una «connessione» tra gli ospedali di Chieti e Pescara per sviluppare funzioni di secondo livello (le prestazioni più complesse); una rete di ospedali di base con attività di pronto soccorso a Sulmona, Atri, Giulianova, S. Omero, Penne, Castel di Sangro; Ortona diventa un polo al servizio dell’ospedale di Chieti per attività programmate; Popoli una struttura per riabilitazione post acuti; Atessa un ospedale di comunità con annesse attività per anziani non autosufficienti e per malattie cronico degenerative; Tagliacozzo, Casoli, Pescina, Gissi e Guardiagrele restano presidi territoriali di assistenza.

Nuovi ospedali. Paolucci ha ribadito anche la necessità di realizzare cinque nuovi ospedali a Sulmona, Avezzano, Lanciano, Vasto e Giulianova, per una spesa complessiva di 371 milioni. «Abbiamo già sbloccato 102 dei 228 milioni di euro di provenienza statale», ha detto l’assessore, «presto arriveranno le altre risorse e la parte mancante sarà coperta della Regione. Inoltre c'è sempre in ballo» ha ricordato «il project financing per la realizzazione del nuovo ospedale clinicizzato di Chieti». I nuovi ospedali sono necessari, ha spiegato Paolucci, perché attualmente la gran parte delle strutture sono fuori norma e non potrebbero neanche ospitare una residenza per anziani.

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