Il primato di Civitella: qui è l’unica distrazione

Il sindaco Viola si giustifica lamentando la carenza dei servizi. E la collega di Carsoli promette controlli
CIVITELLA ALFEDENA. «Questi numeri non fanno altro che evidenziare la contraddizione di un territorio dove aumenta l'offerta per il gioco e le scommesse, mentre diminuisce quella legata ai servizi al cittadino». Commenta così Flora Viola, sindaco del comune con la più alta presenza di slot machines rispetto al numero di abitanti. «Intanto», afferma il primo cittadino di Civitella Alfedena, «ciò non significa che a giocare con queste macchinette siano necessariamente le persone del posto. Infatti i dati sono il risultato della presenza di tre locali rispetto a 315 abitanti».
Ma il sindaco di uno dei comuni-simbolo del Parco nazionale sottolinea piuttosto che questi numeri evidenziano un distacco progressivo tra i cittadini e lo Stato: «Invece che evidenziare il buon rapporto tra il numero di slot machines e residenti, lo Stato dovrebbe evidenziare la bassa presenza di servizi essenziali, come gli uffici postali, rispetto al numero dei residenti. Mentre da un lato aumentano le slot, dall'altro diminuiscono i servizi. Accettiamo nostro malgrado il sistema del gioco, che permette alle casse dello Stato di rinforzarsi, ma speriamo che la stessa cosa avvenga con i servizi essenziali per i residenti, soprattutto nelle aree montane. La presenza di questi esercizi commerciali», conclude il sindaco, «non è inoltre legata solo a un movimento di residenti e paese limitrofi, ma ai flussi turistici che hanno tutti i comuni di quell'area e quindi in ognuno di questi comuni ci sono più attività, finché riescono a resistere vivendo di turismo».
La necessità di equilibrare il rapporto delle slot con il numero di cittadini è una richiesta che arriva anche da Velia Nazzarro, sindaco di Carsoli, al secondo posto dopo Celano e prima di Avezzano nella classifica dei Comuni più grandi: «Non mi stupisce questa situazione, bisogna evitare che questo sistema si trasformi nella rovina delle famiglie, quindi si può dare spazio al gioco, ma con i giusti limiti e con i dovuti controlli».
Pietro Guida
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