«Il referendum antitrivelle è meramente abrogativo»
PESCARA. «Il quesito referendario non comporta l'introduzione di una nuova e diversa disciplina, proponendosi un effetto di mera abrogazione al fine di non consentire che vi siano deroghe ulteriori...
PESCARA. «Il quesito referendario non comporta l'introduzione di una nuova e diversa disciplina, proponendosi un effetto di mera abrogazione al fine di non consentire che vi siano deroghe ulteriori rispetto alla durata dei titoli abilitativi già rilasciati. E qualora l'effetto del referendum fosse di abrogazione, la salvaguardia ambientale resterebbe comunque oggetto di una apposita disciplina normativa, anche di origine europea». Con queste motivazioni la Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il referendum in materia di divieto di attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi entro le dodici miglia marine, che chiede di abrogare l'estensione dell'esenzione prevista per i titoli abilitativi già rilasciati, alla durata della vita utile del giacimento. La sentenza è stata depositata ieri. La Consulta ha anche ritenuto inammissibile il rilievo sollevato dall'Avvocatura generale dello Stato, secondo la quale il quesito, se accolto, comporterebbe la lesione del «diritto» alla proroga delle concessioni petrolifere maturato dai titolari.

