Il referendum divide No-Ombrina e Regione

27 Settembre 2015

Gli ambientalisti annunciano un sit-in davanti al ministero il 14 ottobre Mazzocca: mercoledì in Cassazione depositeremo la richiesta referendaria

PESCARA. La Regione Abruzzo, con una richiesta formale inviata ai ministeri dello Sviluppo economico e dell'Ambiente, ha chiesto di essere invitata a partecipare alla Conferenza dei servizi, convocata per il prossimo 14 ottobre, sul progetto petrolifero Ombrina Mare. Lo ha annunciato il sottosegretario alla giunta con delega all’Ambiente Mario Mazzocca sottolineando che i referendum abrogativi degli articoli 35 e 38 del decreto sblocca Italia sulla ricerca di idrocarburi sono «se non l'unico, sicuramente uno strumento connotato da maggiori livelli di concretezza per poter agire concretamente contro la deriva petrolifera e a favore dello sviluppo sostenibile».

Mercoledì prossimo Mazzocca, insieme al delegato Lucrezio Paolini (nominato dal consiglio regionale giovedì scorso), si recherà a Roma per consegnare i quesiti referendari contro la petrolizzazione al quale hanno desso sì altre sei Regioni. «Le decisioni assunte contro la petrolizzazione da parte dei vari consigli regionali» ha spiegato Mazzocca, «non possono indurci a credere di avere vinto la battaglia. Questa vicenda è servita a rimarcare la volontà del nostro territorio di perseguire una politica di sostenibilità e, ancor di più, il ruolo dell'ente locale massimamente rappresentativo, la Regione, un ruolo che non può venire bypassato da prepotenze governative».

Ma per il coordinamento No-Ombrina, che er il 14 ottobre organizzano un sit-in davanti al ministero dello Sviluppo economico, il referendum non servirà a fermare il progetto della Rockhopper. «Fermare Ombrina si può ma con il Parco marino da istituire in pochi giorni in Consiglio regionale» dicono gli ambientalisti del Forum, «il referendum purtroppo non è lo strumento per bloccare questo progetto visto che la conferenza dei servizi è stata fissata per il 14 ottobre. Un eventuale voto referendario nella primavera 2016 non avrebbe valore retroattivo». Il Coordinamento No Ombrina ritiene indispensabile approvare entro la prima settimana di ottobre il progetto di legge che è stato elaborato dal Coordinamento per far nascere il Parco marino regionale denominato “Trabocchi del chietino”. Sarebbe esteso esclusivamente nel tratto di mare di fronte a S. Vito Chietino e Rocca S. Giovanni, per circa 6 miglia, sul quale scatterebbero i vincoli di salvaguardia. «Ma», ribatte Mazzocca, «dire che i referendum sono una boutade e dire che invece si interviene più agevolmente con una legge regionale di istituzione di un parco marino significa invertire gli ordini delle priorità: una legge regionale, per quanto bella e importante, non può incidere in maniera significativa sulla disposizione normativa o regolamentare di livello nazionale. Se questo lo portiamo avanti come strumento per avere il tempo per la campagna referendaria, allora, invece è utile».

Intanto ieri volontari di Greenpeace in piazza a Pescara, così come in altre 22 città italiane, per «dare i voti», ad anno scolastico «appena iniziato», alla strategia energetica del Governo che, alla prova dei fatti, appare «clamorosamente impreparato di fronte alla sfida climatica e alla rivoluzione energetica in corso». Nel capoluogo adriatico i volontari del gruppo locale di Greenpeace hanno esposto uno striscione con la scritta «Rinnovabili: governo bocciato» e incontrato i cittadini in Piazza Salotto per chiedere un «futuro energetico 100% rinnovabile per tutti».

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