Il sindaco di Bussi: riaprite il dibattimento

14 Maggio 2015

PESCARA. «Continueremo a cercare la verità anche rispetto a queste novità che fanno vacillare, speriamo a torto, la nostra piena fiducia nei confronti di una giustizia che in questo caso aveva ed ha...

PESCARA. «Continueremo a cercare la verità anche rispetto a queste novità che fanno vacillare, speriamo a torto, la nostra piena fiducia nei confronti di una giustizia che in questo caso aveva ed ha anche il presidio della giuria popolare»: l'avvocato Tommaso Navarra, tutela il Wwf Italia come parte civile nel processo di Bussi e resta sbalordito di fronte alla rivelazioni pubblicate. «Noi abbiamo sempre creduto nella estrema fondatezza in fatto e in diritto delle imputazioni», dice, «naturalmente per decidere era ed è indispensabile leggere le carte processuali, se non fosse stato fatto sarebbe di una gravità assoluta e rispetto a questa ipotizzata evenienza siamo sostanzialmente senza parole». Luciano Di Tizio, delegato Abruzzo del Wwf Italia, aggiunge: «La sentenza ci sorprese ma ne prendemmo atto, sia pure con amarezza. Ora emergono inquietanti ipotesi. Solleciteremo il doveroso accertamento dei fatti, a questo punto necessariamente anche con un esposto».

Valuta un esposto anche il Forum H2o. «Commentammo immediatamente in maniera molto dura la sentenza per le numerose discrasie che erano riscontrabili», ricorda Augusto De Sanctis, «la Procura di Pescara ha presentato un ricorso direttamente in Cassazione ma dopo quanto pubblicato ci sembra che vi sia ora ben altro da approfondire».

«Riaprire il processo subito: ci era chiaro da subito che sotto ci fosse qualcosa», chiede il sindaco di Bussi Salvatore La Gatta, «lo Stato non si vuole far processare e io l'ho detto il giorno della sentenza e per decenni la Montedison era dentro lo Stato. Ora mi piacerebbe vedere una diversa volontà politica: non solo sul fronte della bonifica della discarica, che è urgente. La Montedison deve fare il suo dovere, ma anche lo Stato».