Il talento di decidere e di essere ambiziosi

30 Maggio 2015

Come ripartire? La ricetta di imprese e banche al nostro forum

di Vito de Luca

PESCARA

Su quali talenti può puntare l’economia abruzzese per ripartire? Si può finalmente mettere le energie migliori al centro del processo produttivo? Sono queste le domande chiave su cui si è discusso nella terza edizione di , “Barra al Centro”, un incontro organizzato e moderato dal direttore Mauro Tedeschini, con la richiesta a tutti pensare positivo in una regione che però - come ha ricordato lo stesso Tedeschini - non ha non ha neppure una società quotata in Borsa e con 81 tavoli di crisi aziendali aperti.

«Spazio al talento e alla meritocrazia», è stato infatti il leit motiv del meeting, che ha visto confrontarsi aziende consolidate, ed imprese appena nate. E chi ha dato spazio alle seconde, è stata in particolare la Fira, la finanziaria regionale abruzzese (51% pubblica e 49% privata), con il progetto Start Hope. «Da noi sono venuti dei giovani e con buone idee», ha evidenziato il presidente Rocco Micucci, «e sono usciti fuori con 500mila euro e 26 aziende». Una spinta notevole, per i nuovi progetti, i quali però, ha esortato Micucci, «rappresentano un portafoglio di aziende che possono collaborare con l’economia classica». Vecchio e nuovo a braccetto, in un’ottica, ha suggerito ancora, in cui «al posto del capitano d’industria ci sia un team qualificato di competenze».

E se il primo tavolo si è concluso ricordando un’inversione di tendenza per l'emigrazione, con l’esempio di un ragazzo che da Palo Alto è tornato in Italia per sviluppare un suo progetto web, nel secondo Graziano Marcovecchio, presidente della Pilkington, che a San Salvo produce vetri per 4 milioni di auto all’anno con 2.400 dipendenti, ha rilevato come «ciò che sfugge all’impresa è il conteggiare il valore economico delle risorse umane, che sono invece l’asset più importante di cui disponiamo». Marcovecchio ha esortato i talenti a vedere «anche il bersaglio che non si vede. Ciò che davvero occorre è la capacità di leadership, i bagaglio tecnico conta fino a un certo punto, perché i riferimenti cambiano in continuazione». Ma il rischio, ha avvertito il presidente della Pilkington, è di perdere le energie migliori a favore di regioni più veloci nell’offrire opportunità ai giovani: Marcovecchio ha citato l’esempio di Garanzia Giovani, che qui stenta a decollare mentre in Emilia è già pienamente operativo da settembre.

Per Gilberto Candeloro, da 28 anni al vertice delle Minuterie Metalliche, Imm Interpump, «il prodotto, da sé, vale il 20-40%. Il resto viene da fuori dei cancelli». Ma Candeloro ha datoa anche una stoccata a quelle aziende che crollano perché troppo in debitate con le banche: «Diciamo la verità, a volte se lo meritano, non hanno saputo innovare e trovare fonti di finanziamento alternative». Saverio Alberti, direttore dell’Unità di Patologia oncologica dell’università di Chieti, in un altro tavolo, intervenuto con Massimo Biancone di Eadrone srl (vedi articolo in basso), ha illustrato le grandi potenzialità del polo farmaceutico abruzzese, le modalità di ricerca sui tumori e le metastasi, e le nuove cure di cui si sta occupando la sua Onkoxx.

Con Adriana Galasso, di È Abruzzo, associazione di 20 produttori di vino e agroalimentari, Barbara Ciarrapico, ideatrice di Iko Number One, Fondazione volta al rilancio degli antichi borghi, e Martina Ursini, di Eatness, produttrice di olio (vedi articolo in basso), si è tornati all’impresa classica. Per Adriana Galasso «il problema dell’Abruzzo è la mancanza di comunicazione, con l’80% dei nostri vini che viene venduto sfuso al di fuori della regione». Ciarrapico, invece, per il turismo, ha messo in evidenza che «il 73% dei tedeschi organizza le proprie vacanze un anno prima e con un agente di viaggio che è già stato sul posto». «Dobbiamo organizzarci per tempo, non improvvisare».

La giornata si è conclusa con Piero Tansella della Fater, Fabio Maresca, del Gruppo Maresca-Blu Serena, e con il presidente della Regione Luciano D’Alfonso. Per Tansella, «la Fater è una piramide rovesciata, dove la leadership è in mano alla massaia che acquista i pannolini e la candeggina Ace prodotto dall’azienda pescarese. «Abbiamo bisogno di motivare fortemente le persone, con un management capace di decidere. Gli inglesi dicono «fail fast», facendo capire che è meglio prendersi le proprie responsabilità e sbagliare piuttosto che vivere nell’incertezza. Maresca ha sottolineato che una buona azienda «è quella che ha l’impresa ricca e l’imprenditore solo benestante», sottolinenado la necessità di reinvestire quel che si guadagna. Quanto al turismo, il leader del gruppo Bluserena ha parlato di un Abruzzo in grave ritardo: «Noi ce ne siamo andati, conservando solo un hotel a Montesilvano: va ripensato tutto, ci sono regioni vicine a noi come la Puglia che ci hanno letteralmente oscurati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA