Il Tar ha deciso, doppiette in azione solo dal 2 ottobre

27 Settembre 2019

Ricci (Wwf): «Abbiamo salvato migliaia di animali». Il 4 dicembre l’udienza di merito E l’assessore Imprudente: ora uffici al lavoro per l’apertura. Il 30 riunione del Via

PESCARA . Prima vittoria per il Wwf e la Lega nazionale per la difesa del cane, che hanno impugnato al Tar Abruzzo il calendario venatorio approvato dalla Regione. In Abruzzo, come ha stabilito l’ordinanza collegiale pubblicata ieri dal Tar dell’Aquila, la caccia potrà partire solo il primo ottobre, in linea con le indicazioni dell’Ispra, e per alcune specie si chiuderà con una decina di giorni d’anticipo rispetto al calendario originale. Ma essendo il primo ottobre martedì, giorno di “silenzio” venatorio, le doppiette potranno effettivamente entrare in azione solo il 2. Il Tar ha anche fissato al 4 dicembre la prima udienza per entrare nel merito del ricorso. Soddisfatti gli ambientalisti, rappresentati in giudizio dagli avvocati Michele Pezone e Herbet Simone: «Innanzitutto», dice Filomena Ricci, delegata del Wwf Abruzzo, «siamo riusciti a bloccare tutte le pre-aperture e anzi, grazie al nostro ricorso, la caccia è restata bloccata in Abruzzo fino a oggi, e non è iniziata neppure al momento dell’avvio nazionale fissato quest’anno per il 15 di settembre. Siamo anche molto soddisfatti del fatto che sono stati ridotti i periodi di caccia per 18 specie cui si potrà sparare solo dal 1° ottobre, non dal 15 settembre come voleva la Regione, e solo fino al 20 gennaio, invece che fino al 30 gennaio, com’era previsto dal calendario. È sempre bene ricordare», sottolinea, «che riuscire a limitare i periodi di caccia vuol dire salvare dalla morte decine di migliaia di animali ed essere riusciti a evitare più di un mese di caccia tra ritardato avvio e anticipo della chiusura è stato un grande risultato».
Di diverso parere l’assessore regionale Emanuele Imprudente: «Il verdetto del Tar», sostiene, «conferma la validità complessiva del calendario adottato dalla giunta regionale, tanto che solo per alcune specie è stata sospesa la caccia vagante a settembre e a gennaio. Nonostante tutte le polemiche, le accuse e le risatine sulle presunte bocciature ad inchiostro rosso o nero», aggiunge, « l’ordinanza, per la quale mi ritengo soddisfatto, conferma la validità complessiva del documento predisposto. Gli uffici ora hanno lo scopo di consentire l’apertura della caccia a partire dal prossimo 2 ottobre», e per il 30 settembre è stato convocato il comitato Via. «L’assenza di un aggiornato piano faunistico venatorio», aggiunge Imprudente «così come recita l’ordinanza del Tar, è alla base delle modifiche da apportare. Ricordo a me stesso che il Piano faunistico rivendicato dal precedente governo regionale come grande risultato, è stato approvato a scadenza di legislatura, quando hanno avuto 5 anni di tempo, e con la successiva procedura di consultazione ancora aperta: fino ad aprile sono pervenute centinaia di osservazioni».