il testo della legge

2 Luglio 2015

PESCARA. La Regione staccherà un assegno più pesante alle cliniche private per le prestazioni sanitarie degli anni 2014 e 2015. Cresce infatti di 7,8 milioni il budget complessivo annuo dei privati...

PESCARA. La Regione staccherà un assegno più pesante alle cliniche private per le prestazioni sanitarie degli anni 2014 e 2015. Cresce infatti di 7,8 milioni il budget complessivo annuo dei privati che passa da 123 milioni 963 mila euro del 2013 a 131 milioni 790 mila euro. Lo stabilisce il decreto del 24 giugno firmato dal commissario ad acta Luciano D’Alfonso.

L’aumento più consistente va a Villa Serena (1,7 milioni in più, da 7,1 a 28,9milioni), seguita dalla Casa di Cura Pierangeli (1,2 milioni in più: da 19,4 a 20,650) e da Villa Pini (che passa da un tetto di 17 milioni a uno di 18 milioni).

Sembra dunque passata la stagione dei conflitti e delle carte bollate tra Regione e cliniche. E infatti alla data del 30 giugno i contratti erano già tutti firmati. Il decreto di D’Alfonso prende le mosse da un emendamento alla legge nazionale sulla spending review del 2013 che permette alla Regione (senza però obbligarla) di rivedere al rialzo i calcoli sui tetti di spesa per le cliniche private (ma contenendo i costi su altre aree di spesa sanitaria) nel caso in cui tagli siano stati effettuati in presenza di strutture rimaste inoperative per eventi sismici o per insolvenza. In Abruzzo fu il caso delle cliniche Santa Maria e Sanatrix, rimaste inattive nel 2011, il cui bilancio consuntivo non figurava dunque all’interno del consuntivo complessivo sul quale vennero calcolati i risparmi previsti dalla spending review. L’effetto fu un taglio del 9.9% sul tetto di spesa complessivo del 2012 delle private che si trascinò negli anni successivi e che ora la Regione ha deciso di recuperare in parte, reinserendo nel calcolo i budget programmati di Santa Maria e Sanatrix. E modificando di conseguenza il Piano Operativo 2013-2015 che prevedeva per il 2014 e il 2015 tetti di spesa di “appena” 123,9 milioni di euro. Resta da vedere dove saranno recuperati i fondi necessari a coprire l’aumento di spesa, come obbliga la legge nazionale, e se le eventuali coperture saranno ritenute credibili dal tavolo di monitoraggio del piano di rientro. Per il sottosegretario alla giunta Camillo D’Alessandro «la rideterminazione del budget per la ospedalità privata non è altro che l'applicazione di una disposizione nazionale, del 2013, voluta dal centrodestra abruzzese, portata in Parlamento ed approvata attraverso la forma dell'emendamento che consente il recupero di budget a causa degli effetti prodotti dal terremoto sul complesso della fatturazione della sanità convenzionata privata. Tuttavia , nello specifico», aggiunge D’Alessandro, «il commissario della Sanità ha legato il recupero di 7 milioni di euro esclusivamente al fine della riduzione della mobilità passiva. Nonostante l'applicazione della norma e la rideterminazione del budget rimane fermo il taglio del 5,6% al budget alle cliniche private, tra i più alti in Italia». Intanto il 23 luglio la Regione si presenterà di nuovo al tavolo di monitoraggio per chiedere l’uscita dal commissariamento. Secondo la struttura commissariale gli atti sono tutti fatti, ad eccezione del ripristino degli ultimi 90 milioni stornati negli anni dalla sanità ad altre voci di bilancio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA